La gelosia: senso del possesso e dipendenza affettiva

Sapevi che in alcune lingue non esiste il verbo “avere”?
Il linguaggio, in alcune culture, non può esprimere il senso del possesso, per cui non è possibile tradurre frasi come: “questa cosa è mia” o “questa persona è mia”. Al massimo ci si potrebbe esprimere come: “io sono in relazione con questa cosa o con questa persona”.

Qui, invece, sembra che la società e la vita siano basate sul senso del possesso. Con il passare del tempo ho potuto notare come questa radice ci conduca inevitabilmente alla costruzione di rapporti viziati dalla gelosia e dal controllo. Spesso infatti costruiamo rapporti che nascono dal bisogno e dalla paura, e che – tanto per usare le parole del Buddha – sono la radice di ogni sofferenza.

Pensiamo di possedere oggetti e persone, quando invece non riusciamo a capire che in realtà non possediamo nemmeno questo corpo in cui dimoriamo.

E’ tutto impermanente.

La gelosia nasce dalla percezione di un pericolo che, seppure immaginario, risulta assolutamente vero e indiscutibile nella nostra mente.
Per gelosia si può uccidere se stessi o gli altri, è uno dei sentimenti che ci confonde e ci preclude la possibilità di Amare veramente.
La gelosia è un’emozione complessa che viviamo come qualcosa di inevitabile, ma la comprensione, invece, che questa nasce da una mancanza o da un senso di abbandono, ci potrebbe aprire a nuove prospettive.

Vediamo se c’è qualcosa di reale nella gelosia…

A vedere bene non c’è nulla di vero e di reale. Come tutte le emozioni, anche la gelosia è funzionale a renderci consapevoli di aspetti di noi che dobbiamo trasformare per poter evolvere. Ovvero ci serve per portare alla luce quelle parti d’ombra che non ci permettono di vivere nella gioia e di amare senza misura.

“L’unica misura dell’amore, è amare senza misura” – Sant’Agostino.

Se sei una persona gelosa compulsiva forse non riuscirai subito ad osservare questi meccanismi interiori. Tuttavia, se vorrai, potrai fare in modo che questa emozione apparentemente negativa, sia invece proficua per la tua evoluzione.

La gelosia nasce dalla paura, dalla paura di amare, dalla paura di non essere abbastanza, dalla paura di vedersi sottratto l’oggetto del proprio amore. E’ un’illusione della mente.

La gelosia viene alimentata dalla mancanza di fiducia in se stessi, nella vita e quindi in una mancanza di fiducia nel prossimo (che è semplicemente uno specchio di noi stessi).
Nota come questa paura genera l’attaccamento verso l’altro e verso la relazione stessa. Osserva come la gelosia in realtà non ti rende libero, ma piuttosto schiavo della tua mente.

Leggi anche:  La "memoria dell'acqua": l'esperimento di Emoto

La gelosia esiste solo perché ci percepiamo separati dagli altri…la solita illusione della dualità.

Succede perché mettiamo la nostra felicità nell’altro, invece di condividerla con lui. Non essendo in grado di amarci pienamente e profondamente, proiettiamo nell’altro il nostro bisogno di essere amati e riconosciuti.

Adiamo allora a vedere bene cosa c’è dentro di noi…

Forse ci percepiamo ancora come esseri frammentati e abbiamo bisogno di ritrovare parti di noi nelle altre persone che incontriamo nella nostra vita e con le quali ci ritroviamo a costruire delle relazioni di dipendenza affettiva.
Questo succede perché non abbiamo compreso profondamente la nostra natura, il senso di comunione con l’altro e con il Tutto. Ci sentiamo “separati”, ci percepiamo come un “io” e un “tu”, e in questa condizione si sviluppano evidentemente dei meccanismi di dipendenza affettiva.

Nelle relazioni affettive abbiamo bisogno di controllare l’altro perché non siamo felici con noi stessi, perché non siamo indipendenti emotivamente, non ci amiamo e quindi non siamo ancora completamente liberi di amare l’altro.

Personalmente, col il passare del tempo, ho sviluppato una certa attitudine a lasciare andare il senso del possesso. Non possiedo cose e non costruisco relazioni illudendomi che sono queste a rendermi felice. Non sto dicendo che non gioisco della relazione che ho con i beni materiali e con i rapporti interpersonali, ma cerco di evitare che questi possano condizionare la mia felicità.

Non voglio avere, voglio essere. La mia felicità dipende da me.

Se osservo la gelosia dal punto di vista dell’anima (diciamo anche da una prospettiva karmica), posso constatare come le mie relazioni siano semplicemente uno specchio di alcune parti di me e di ciò che sono venuto a “risolvere” per la mia evoluzione animica.
A veder bene quindi, anche la gelosia, potrebbe essere un’opportunità di crescita personale che ci spinge verso un amore sano e libero.

Infondo, la gelosia ci offre la possibilità di sviluppare l’amore incondizionato, libero da quell’immancabile aspettativa che invece sembra contraddistinguere le nostre relazioni affettive.

Leggi anche:  I tipi di Yoga e i benefici per corpo, mente e Spirito

Non è necessario essere illuminati o Santi per amare veramente, basta iniziare col riconoscere quegli schemi inconsci e limitanti che fanno parte di noi, che hanno bisogno di essere portati alla luce.

Iniziamo ad osservarli.

Accorgiti di ciò che sei veramente. Ricorda che non sei la tua mente.

Ma è possibile amare senza provare gelosia?

Si, è l’amore incondizionato, senza aspettativa, senza il bisogno di sentirsi amati, che ci permette di creare relazioni sane, basate sulla Verità.
So bene che quando ti ritrovi a vivere emozioni come ansia, rabbia, angoscia, disperazione e frustrazione non è così scontato riuscire ad accogliere queste parole che stai leggendo ora, ma sappi che ciò che sta accadendo nella tua vita – oltre ad averlo creato tu – sta qui per farti vedere ciò che dovresti comprendere per l’evoluzione della tua anima.

La gelosia ci fa osservare che ci stiamo allontanando da ciò che è il vero Amore e dalla persona amata. Ci spinge a vedere che siamo identificati con il nostro ego e che non riusciamo ad amare dal punto di vista del nostro vero Sé.

Se è capitato anche a te di aver provato gelosia, potresti riconoscere che avevi il bisogno di essere sicuro/a che quella persona fosse “tua”, ma che in realtà non sei riuscito/a ad amarla veramente, senza condizioni.

Vivi le tue relazioni con l’illusione che ci sia qualcuno che ti appartiene? (il tuo partner, i tuoi figli, i tuoi amici …) Chi o che cosa ti appartiene veramente? Vivi per essere o vivi per avere?

Voglio condividere una frase che mi ha sempre toccato profondamente: L’amore basta a se stesso!

Quando riconosceremo questa peculiarità del nostro essere potremmo comprendere come la vera gioia sia solo nell’amare e non nell’essere amati.

 “Fa che io non tenti di essere capito ma di capire, di essere amato ma di amare.” – San Francesco

Risorse utili

Il Benessere Emotivo Il Benessere Emotivo
Trasformare paura, rabbia e gelosia in energia positiva – Nuova edizione
Osho

Compralo su il Giardino dei Libri

La Padronanza dell'Amore La Padronanza dell’Amore
Guida pratica all’arte dei rapporti personali. Un libro di Saggezza Tolteca
Don Miguel Ruiz

Compralo su il Giardino dei Libri