Non dualità: il più grande insegnamento

Passiamo molti anni della nostra vita a costruire la nostra identità: un’idea di noi stessi che in realtà ci fa percepire come separati dal Tutto.

L’identificazione

La parola “io” – dice Eckhart Tolle – è la più grande delle illusioni.

L’idea dell’”io” infatti alimenta una visione duale della vita, nella quale ci identifichiamo appunto come parte di essa, distinta e separata, quando invece siamo la vita stessa che si manifesta.

La visione dualistica non fa altro che alimentare e sviluppare quello che comunemente chiamiamo ego. Quando siamo identificati con il nostro “piccolo sé” iniziamo a pensare e a credere che ci sia qualcosa di bello e di brutto, qualcosa di giusto e sbagliato, qualcosa che è bene o che è male…e non vediamo la realtà. Non percepiamo che è tutto perfetto.

In verità, non c’è bisogna di aggiungere nulla a ciò che è.

Non sto dicendo che il giudizio è sbagliato e che non devi giudicare, ma semplicemente di vivere ciò che è.
Accogliere quello che c’è – qui e ora – ci libera dal giudizio della mente e ci riporta alla vera essenza delle cose.

L’identificazione con il “piccolo me”, invece, non ci permette di aprirci alla perfezione del momento presente.

Non è sbagliato costruire un’idea del sé, è normale strutturare un “io” durante la propria vita, ma questo ci servirà per trascenderlo, dobbiamo fare l’esperienza della separazione per comprendere la nostra vera essenza.

In una visione non duale la vita diventa più impersonale, non c’è più un “io” che fa qualcosa o a cui succede qualcosa. C’è solo ciò che è: la coscienza che si manifesta, ciò che in realtà siamo.
Quando diventiamo più consapevoli di ciò, possiamo accedere al nostro vero Sé e fare un’esperienza completa, di amore incondizionato.

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Non puoi capirlo, puoi solo esserlo

L’esperienza non duale va al di là dell’esperienza psichica, in altre parole non è qualcosa che può essere raggiunto con la mente.

In verità non c’è nemmeno qualcosa da raggiungere, già è tutto dentro di noi.
Non puoi fare qualcosa per raggiungere il Sé, poiché già ne fai parte. Sei fatto di quello, poiché Tutto fa parte del Sé (di Dio, della Vita, chiamalo come vuoi).

A livello mentale possiamo anche comprendere il “concetto” di non-dualità, ma essere in questo stato di risveglio (se così possiamo dire) è altra cosa.

Credo che un maestro o un essere “risvegliato” che non vive più nella separazione, non vede qualcuno risvegliato e qualcuno che non lo è, non vede più separazione tra lui e l’altro.
Non c’è più né lui né l’altro, e neanche l’illuminazione, c’è solo l’Essere.

Domanda: Chi di noi vive in questo stato di coscienza oggi? Non siamo identificati con quel “me” a cui accade sempre qualcosa di “sbagliato”, che deve fare sempre “qualcosa”, che deve raggiungere costantemente qualcosa di diverso da ciò che è ora?

L’importante è accorgersene!

Citando le parole di Salvatore Brizzi: “Se l’uomo vuole scoprire la sua essenza non può fare riferimento all’uomo stesso, inteso come un insieme di pensieri, emozioni e succhi gastrici. L’uomo è l’essere e non può quindi esperire tale stato restando uomo che utilizza il pensiero analitico. L’essere può essere esperito solo dall’essere, non da un io che si crede “esterno all’essere” e che vuole raggiungerlo. Né il pensiero analitico né qualunque esperienza trascendentale, ti possono aiutare a esperire l’essere, l’infinito, l’Uno.”

Le parole dei maestri spirituali

L’uomo si sente frammentato quando non è in contatto con l’Assoluto, con il vero Sé. – Advaita Vedanta

La visione della non-dualità, alla base della dottrina induista dell’Advaita Vedanta, è stata trasmessa da molti maestri spirituali e ripresa dalla psicologia Junghiana, fino ai nostri odierni maestri.
Voglio riportare le frasi di alcuni maestri sul Sé e la non-dualità:

“Io sono questo”, “io sono quello”, è sogno, mentre l'”io sono”, puro e semplice, ha impresso su di sé il marchio della realtà. – Sri Maharaj Nisargadatta

La realizzazione del Sé è comprendere che siamo uniti con l’onnipresenza di Dio e che quindi ne siamo già parte. Tutto ciò che dobbiamo fare è migliorare la nostra comprensione di questo. –  P. Yogananda

Io sono colui che è. Sii calmo e sappi che Io sono Dio. – Conte di Saint Germain

Con queste frasi, la consapevolezza dei maestri ci permette di osservare quanto siamo identificati nel nostro corpo mentale/emotivo e come la dualità, in realtà, sia solo un’illusione che ci allontana dalla verità: che siamo Uno col Tutto, con Dio.

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Ci sono anche oggi molti maestri spirituali o “esseri illuminati” (passatemi il termine) che divulgano questa consapevolezza. Ho selezionato alcuni video sull’argomento che ci aiutano ad aprirci a questa visione totale della vita.

 

Risorse utili

Io Sono Conte di Saint Germain Io Sono

Conte di Saint Germain

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La Quintessenza del Vedanta La Quintessenza del Vedanta

Shankara

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Io sono quello Io sono quello

Nisargadatta Maharaj

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Come la Pioggia Prima di Cadere Salvatore Brizzi Come la Pioggia Prima di Cadere
Appunti di Non-Dualità
Salvatore Brizzi

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