Mindfulness: acquisire consapevolezza con la piena attenzione

Ultimamente si sente molto parlare di Mindfulness, approfondiamo meglio l’argomento: cos’è, come praticarla e perché. I consigli e l’intervista dall’insegnante di Mindfulness Carla Marchettini.

Cosa è la Mindfulness

Mindfulness è un termine inglese, tradotto dalla lingua Pali, che in senso più ampio significa “consapevolezza”. Il suo significato è molto vasto perché abbraccia la capacità di divenire consapevoli del momento presente, in tutte le sue molteplici sfumature e virtù.
In lingua spagnola, ad esempio la parola mindfulness è tradotta come “piena attenzione” (atención plena).

La Mindfulness non è una tecnica di meditazione ma è uno stato dell’essere.

La Mindfulness si basa sull’utilizzo di varie tecniche, per la maggior parte provenienti da pratiche orientali (tipo la meditazione buddista Vipassana) che  aiutano a sviluppare tutte le necessarie qualità per vivere nel qui e ora.

E’ una tecnica che ci aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza di noi stessi attraverso la piena attenzione e accettazione di ciò che è.

Una delle principali attività del nostro cervello è il pensare, formulare pensieri, anche sotto forma di immagini ed emozioni. Pensieri che spesso sono legati al passato o al futuro, per quanto prossimo esso possa essere, e in essi ci identifichiamo, credendoli assolutamente reali. Questo elucubrare solitamente allontana e falsa la visione del presente.

Riuscire ad osservare il pensiero in qualunque forma esso si manifesti e a comprenderne le origini, cioè da cosa e quando scaturisce, consente di arrivare a riconoscere consapevolmente i propri meccanismi mentali.
In questo modo aumenta la nostra resilienza, ovvero la capacità di far fronte davanti alle proprie difficoltà, riorganizzandole positivamente e permettendoci di affrontare serenamente ciò che si trova al di là della nostra zona di comfort.

Una peculiarità importantissima della Mindfulness è legata alla possibilità di migliorare notevolmente la capacità di attenzione, che a sua volta offre l’opportunità di andare a scovare tutti gli automatismi con cui spesso si agisce senza rendersene conto.

Ideata da un biologo molecolare americano, Jon Kabat Zinn, questa pratica ha assunto in occidente una valenza sempre più ampia. Il mondo scientifico si interessa sempre di più al mondo olistico, testimoniandone scientificamente i benefici.

Perché praticarla

L’inserimento della Mindfulness nella vita di ognuno si rivela uno strumento importante per acquisire consapevolezza del corpo e delle realtà introspettive. Elementi indispensabili per uno sviluppo integrato che affianca alla maturità intellettuale anche  l’aumento delle qualità empatiche.

Un numero sempre maggiore di medici, neuroscienziati, neurobiologi, psicologi, oggi la utilizza come strumento terapeutico mettendo in evidenza le importanti e positive modificazioni che avvengono sia a livello fisico, psicologico e spirituale, in chiunque la pratichi con costanza.

Sono interessanti i risultati delle ricerche scientifiche che attestano gli effetti della pratica meditativa assidua su alcune strutture chiave del cervello adibite alla regolazione delle emozioni e sull’attività cellulare dell’organismo.

In particolare, sono stati evidenziati:

  • incremento e rimodulazione dell’attività della corteccia del lobo prefrontale sinistro;
  • incremento e rimodulazione dell’attività dei nuclei profondi dell’emisfero destro (parte intuitiva e digitale dell’esperienza esistenziale e percettiva) e dell’amigdala (struttura cerebrale collegata all’esperienza della paura);
  • effetti protettivi sul DNA, mediati da un aumento dell’attività della telomerasi.

I campi di applicazione della Mindfulness sono molti: disturbi cognitivo comportamentali, disturbi alimentari, disturbi dell’attenzione, stati di forte stress, stati d’ansia e depressivi, nel dolore neuropatico.

La Mindfulness è utilizzata anche nello sport per migliorare le capacità degli atleti e nelle aziende per migliorare la qualità di vita del personale. In America è inserita addirittura nei programmi scolastici.

Come praticarla

La Mindfulness accompagna in un percorso di auto-conoscenza e armonizzazione delle componenti fisiche e mentali attraverso pratiche che possono indurre al  rilassamento ma che hanno come finalità l’ aumento della capacità di auto-osservazione, e meditazioni eseguite per la maggiore con una respirazione consapevole.

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Questa tecnica induce ad un costante impegno della persona che, mettendo attenzione consapevole alle varie parti del corpo e al respiro, impara a gestire i processi di tensione/distensione acquisendo maggiore consapevolezza del legame esistente tra mente e corpo e spirito.

Se hai già letto gli articoli sui benefici della meditazione, avrai notato tutti i vantaggi di questa pratica che potresti provare a fare anche senza un insegnante, imparando una semplice meditazione come questa:

Meditazione sul respiro

  • Siediti in una posizione comoda, rilassati. Puoi incrociare le gambe o meno, stai , se puoi, con la colonna eretta ma non rigida. Ora chiudi gli occhi.
  • Porta l’attenzione al tuo corpo, alle sensazioni che avverti provenire dalle parti che sono a contatto, con il pavimento, con la sedia, ovunque tu ti sia accomodato per praticare questa meditazione. Osserva attentamente se percepisci il tuo corpo rilassato o se ci sono tensioni, dolori, fastidi. Nel qual caso prova ad accoglierli, stai con essi per qualche secondo e osserva quali pensieri nascono da questa osservazione.
  • Porta poi l’attenzione al respiro. Diventa consapevole di ogni respiro, così com’è.
  • Se sopraggiungono nuovamente i pensieri e distrai l’attenzione, volgi nuovamente il tuo sguardo verso di esso, accoglilo e lascialo andare. E ogni volta che la mente vaga riporta delicatamente l’attenzione al respiro.
  • Puoi meditare stando seduto, in piedi, camminando, oppure sdraiato (basta che non ti addormenti!). Lo scopo primario della Mindfulness è di rimanere consapevolmente presenti, lucidi, attenti ad osservare cosa succede dentro e fuori di noi.

L’importante comunque sarà la pratica costante.

Se ti trovi nel centro Italia puoi sempre andare al prossimo corso Mindfulness con Carla Marchettini… per ora puoi accontentarti della sua intervista!

Intervista a Carla Marchettini

Carla è un’operatrice olistica e massaggiatrice del benessere, Master Reiki, ThetaHealer, insegnate Mindfulness che utilizza e diffonde queste discipline e tecniche per il benessere e l’evoluzione dell’individuo.

Come è cambiata la tua vita con la Mindfulness ?

Ero una persona molto distratta. Probabilmente affetta, se pur in forma lieve, da deficit attentivi. Non riuscivo mai a concludere nulla nella vita, iniziavo cento cose e le lasciavo tutte sospese a metà. Questo  modo di essere mi creava un sacco di incognite e frustrazioni e rimanevo in balia di emozioni che mi allontanavano totalmente dalla realtà.
Con la Mindfulness ho cominciato a  risolvere i miei problemi  iniziando anzitutto ad inquadrarli, a vederli quasi come fosse stata la prima volta. Volevo un ruolo nel mondo, volevo essere “vista”, cominciai a scandire e pianificare il mio tempo, riuscire a trovare i famosi cinque minuti per fare pratica.
Inizialmente ho messo in atto tutte le resistenze possibili, resistenze che lentamente sono crollate davanti alla concretezza dei fatti. Meno tensioni, meno ansia, meno aspettative e pensieri limitanti, maggior empatia, maggiore capacità di amare me stessa in primis e gli altri, in modo incondizionato. La mia vita è cambiata, giorno dopo giorno.
Ho compreso quello che nel mondo olistico è chiamato il personale “progetto animico”. Ho mollato il vecchio lavoro che mi dava un minimo di tranquillità economica e un massimo di stress, ansia ecc. e ho ripreso a studiare, a formarmi e a trasformare le mie passioni in lavoro.
E ora sono assolutamente serena,  la mia autostima è vertiginosamente aumentata e mi sono liberata da tutti i condizionamenti che bloccavano la mia crescita.

Ho imparato a “vedermi” più che a voler essere “vista”.

Un bel cambiamento dire, che mi rende fiera ed orgogliosa di ciò che sono, con tutti i pregi e difetti, accettando forza e debolezze, sapendo che, se anche il percorso è lungo, ho gli strumenti per affrontarlo.

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Ci dai qualche suggerimento per chi ha difficoltà a meditare ?

Questo, a mio avviso, è il compito principale del Trainer. Egli deve saper stimolare la persona alla pratica, senza la quale la Mindfulness è assolutamente inutile. Il gruppo,  specie per i neofiti, è importantissimo. L’energia e i feedback che si scambiano sono fondamentali per creare, anzi per far scoprire le motivazioni per cui ci si dovrebbe fermare un attimo ad osservarsi attraverso la meditazione, smettendo di considerarla come una semplice attività passiva.
Meditare significa rimanere soli con se stessi, ma in compagnia del Tutto. La meditazione può essere statica ma anche dinamica, basta saper scegliere quella più affine ad ognuno in modo che la pratica non diventi forzata o di routine.

Visto che sei un’operatrice olistica, ci parli della “guarigione”?

Questo è un termine che non è ad appannaggio degli operatori energetici, olistici e neanche dei Mindfulness teacher/trainer, come è ben specificato nei vari codici deontologici, ma riguarda figure professionali diverse, con le quali sarebbe auspicabile un rapporto di collaborazione piuttosto che di antagonismo.
Non lo utilizzo, anche perché la guarigione è un concetto molto vasto. Spesso si guarisce il sintomo ma non la causa, ma soprattutto perché sono fermamente convinta che l’ unico essere che può realmente guarirci siamo solo ed esclusivamente noi stessi.
Poi ci sono i medici,  e i “facilitatori olistici” che aiutano l’individuo a ritrovare il proprio equilibrio, ma soprattutto a stimolarne la volontà di ricercarlo se non a prevenire eventuali disturbi, patologie, ecc.

Chiunque pensa di guarire qualcun altro farebbe bene a considerare di guarire innanzitutto il proprio ego.

Qual è il “tuo” senso della vita ?

Sono molto grata di averlo trovato, almeno in questo preciso momento. Per anni mi sono chiesta: chi sono? Cosa ci sto a fare qui? Come molti non trovavo la mia strada che era sempre irta e piena di difficoltà.
Nel preciso momento in cui ho imparato a dire no, ad acuire i miei sensi,  a scegliere cosa sento giusto per me, a fare le cose che mi piacciono, ad amare chi, come, quanto e quando voglio, mi sono sentita libera.
Essere, sentirsi semplicemente liberi di essere, tralasciando schemi e convinzioni depotenzianti. Imparando ad accettare con infinita gratitudine tutto ciò che entra a far parte della  vita,  trasformando quelle che sembrano difficoltà in opportunità. Questo è il senso della mia vita.
Una visione positiva, ma non necessariamente semplicistica, con l’assoluta certezza di essere in grado di poter manifestare abbondantemente tutto ciò che mi fa stare bene. E svolgendo una professione di aiuto, riuscire a supportare chi, come me, ha avuto difficoltà.

Come chiediamo a tutti… lascia un consiglio ad una giovane anima in cammino!

Un buon Coach, un buon Trainer, di solito, non da consigli ma ascolta. Ecco, paradossalmente, questo potrebbe essere il mio consiglio, imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi in profondità e con enorme GRATITUDINE per tutto ciò che si sente, che ci piaccia o meno, semplicemente accettando ciò che è e con la consapevolezza che tutto cambia e si trasforma.

Grazie!

Puoi seguire Carla Marchettini sulla pagina Facebook 21 Evoluzioni di benessere: www.facebook.com/21edb

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