raja yoga

Ultimo aggiornamento il 24 Novembre 2021

Generalmente quando si parla di yoga, si pensa alle Asana, cioè a quelle tecniche che imitano determinate forme e posizioni e che molto spesso vengono erroneamente considerate una mera forma di ginnastica.

Queste tecniche in realtà appartengono ad una specifica tipologia di yoga, l’Hata Yoga. Lo yoga in realtà, non è solamente Hata Yoga, ma è una disciplina molto complessa e ne esistono diverse tipologie, ognuna delle quali agisce su uno specifico aspetto della coscienza. 

Prima di descrivere gli aspetti principali dello yoga e le più importanti tipologie, è quindi di fondamentale importanza fare una premessa sul funzionamento della nostra coscienza, in modo da comprendere meglio qual è la funzione di queste varie tipologie. 

Gli aspetti della coscienza

La maggior parte degli esseri umani crede che esista soltanto il corpo fisico, ma in realtà la nostra coscienza si manifesta anche su altre dimensioni. 

Collegato con il corpo fisico c’è il corpo eterico,  formato dal prana (energia vitale emanata dal sole) e costituito da nadi, chakra e dai vari flussi energetici che si sviluppano tra di loro. Il prana è fondamentale per la sopravvivenza del corpo fisico, quindi se ci sono degli squilibri energetici a livello eterico si ripercuotono anche sulla nostra salute.

Ad un livello più elevato del corpo fisico-eterico, c’è il corpo astrale detto anche corpo emotivo. Il corpo astrale è la sede delle emozioni e dei desideri. Ogni qualvolta proviamo un’emozione in realtà si genera nel corpo astrale, per poi essere trasferita solo successivamente al corpo fisico.   

Ad un livello superiore a quello astrale, c’è il piano mentale dove si manifesta il corpo mentale, la sede dei nostri pensieri.  

Questi tre corpi, fisico-eterico, astrale e mentale, formano la personalità o sé inferiore, dove prevale l’ego. 

Al di sopra del corpo mentale c’è il corpo causale o Sé superiore. Questo aspetto è detto anche anima e vibra a frequenze superiori rispetto alla personalità. Qui non ci sono distorsioni e non prevale l’ego perché l’anima è cosciente di essere parte di un Tutto e il suo obiettivo è lavorare per la crescita e lo sviluppo del Tutto di cui fa parte, quindi è orientata al bene comune e alla cooperazione.

Finché nell’uomo prevale la personalità, l’anima è come se fosse addormentata, esiste soltanto ad uno stato potenziale, poi mano mano che l’uomo compie le sue esperienze, attraverso le diverse incarnazioni, comincia a formarsi e a manifestarsi nella coscienza. 

Quando questo avviene si acquisisce maggiore consapevolezza, e ci si orienta sempre di più verso il bene comune e la spiritualità. 

Lo scopo di ogni uomo è quello di sconfiggere la personalità e realizzare la propria anima. Sconfiggere la personalità significa elevare le frequenze dei tre corpi inferiori attraverso la loro armonizzazione, mentre realizzare l’anima significa raggiungere l’illuminazione, cioè trascendere l’ultimo dei tre corpi inferiori, cioè quello mentale e costruire il corpo causale (un altro modo per definire l’anima).

Differenze tra le principali tipologie di yoga

Detto questo possiamo ora comprendere come l’Hata Yoga agisca sugli aspetti relativi al corpo fisico-eterico. Le varie Asana servono a far fluire in maniera coerente il prana nel corpo eterico per rivitalizzarlo e armonizzarlo e quindi per contribuire alla sua evoluzione. 

Purtroppo nel mondo occidentale la funzione dell’Hata Yoga è stata svilita, ma in realtà è molto importante ed elevata, anche se non permette il raggiungimento  dell’illuminazione.

Per armonizzare il corpo astrale c’è invece un’altra tipologia di yoga: il Bhakti Yoga, lo yoga del cuore e della devozione che sintetizza e sublima tutti gli amori inferiori, nell’amore universale di Dio.  

Il Raja Yoga è invece lo yoga regale, la sintesi di tutti gli altri e conduce l’uomo all’illuminazione, cioè al compimento e al culmine della sua evoluzione come essere umano. Lavora sull’aspetto mentale con lo scopo di coordinare la personalità e renderla strumento dell’anima.  

Ashtanga Yoga: gli otto passi dello yoga

 Il Raja Yoga è stato codificato da Patanjali, considerato il padre dello yoga e autore degli Yoga Sutra, il testo per eccellenza del Raja Yoga, che ha permesso a questa disciplina di essere tramandata. 

Negli Yoga Sutra, Patanjali descrive gli otto stadi dello Yoga, cioè i vari passi da compiere per raggiungere l’illuminazione (Samadhi).

  • Yama: costituiscono la base morale dello yoga e riguardano soprattutto i comportamenti da seguire verso gli altri. Gli Yama sono: Ahimsa (non violenza), Satya (verità), Asteya (non rubare), Brahmacharya (auto ritenzione), Aparigraha (non avarizia).
  • Niyama: costituiscono le regole da seguire per chi pratica lo yoga e riguardano sopratutto i comportamenti verso se stessi. Essi sono: Saucha (purezza), Santosha (contentezza), Tapas (austerità), Svadhyaya (studio individuale), Ishvaraparanidhana (abbandono verso Dio).
  • Asana: come abbiamo già detto sono le posizioni dell’Hata Yoga, ma nell’ottica del Raja Yoga è riferito alla necessità di stabilità del sé inferiore necessaria per procedere nei successivi passi.
  • Pranayama: costituisce l’insieme delle tecniche di controllo del prana attraverso il respiro. Il suo scopo è quello di canalizzare il prana attraverso i nadi.
  • Pratyahara: consiste nella ritrazione della mente dagli oggetti sensibili, uno stato in cui non si è influenzati dalla percezione dei sensi fisici.
  • Dharana: consiste nella concentrazione, la capacità di portare l’attenzione su di un unico punto. La concentrazione porta allo stato di meditazione.
  • Dhyana: consiste nello stato di meditazione, lo stato in cui la mente si acquieta e ci permette di percepire gli aspetti qualitativi dell’oggetto della meditazione. È percepire la realtà per quello che è senza condizionamenti e filtri.
  • Samadhi: costituisce lo stadio finale a cui ci conduce il Raja Yoga, cioè l’illuminazione, la realizzazione di noi stessi. L’uomo si connette con l’Assoluto e raggiunge totale coerenza con se stesso dopo aver trasformato tutte le sue distorsioni, cioè tutti i suoi limiti.
    Il Samadhi si raggiunge con il pieno controllo della mente, la quale, si ritrae completamente dai sensi esterni, si focalizza con il proprio oggetto di meditazione e diventa un tutt’uno con esso. Avviene così un’unione e si realizza lo Yoga (la parola yoga infatti significa unione).

Raja Yoga: lo yoga regale

Gli ultimi tre passi insieme (Dharana, Dhyana, Samadhi) sono chiamati Samyama, cioè disciplina, la completa padronanza della concentrazione mentale e rappresentano il cuore del Raja Yoga. 

Realizzare il Samyama significa avere il controllo reale su tutto il proprio comportamento: a livello fisico, emotivo e mentale. Significa che la propria mente è unificata nella conoscenza e nell’intento dell’espressione della realtà. Il praticante del Raja Yoga lavora essenzialmente per l’unificazione e la comprensione della propria coscienza. 

Il Raja Yoga è quindi considerato lo yoga supremo perché è quella pratica che conduce l’uomo alla fine del suo percorso evolutivo nel regno umano, con il raggiungimento del Samadhi e sintetizza gli effetti di tutte le altre pratiche yogiche.

Risorse utili

Raja Yoga Raja Yoga
Il manuale completo di yoga e meditazione
Swami Kriyananda

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Commento agli Yoga Sutra di Patanjali Commento agli Yoga Sutra di Patanjali

B. K. S. Iyengar

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