il significato simbolico dei denti

Ultimo aggiornamento il 12 Dicembre 2022

In questo articolo parliamo del significato simbolico dei denti secondo la dentosofia, una metodica caratterizzata da un approccio olistico all’odontoiatria, che mette in evidenza il legame tra l’equilibrio della bocca e l’equilibrio dell’essere umano.

“Nella nostra visione, nella visione di una medicina autenticamente olistica, nella visione della filosofia perenne i sintomi sono messaggi, i messaggi del corpo sono sempre anche messaggi dell’anima. Esploriamo pertanto queste soglie e le dimensioni evolute che ci si schiudono.” 

Prima di prendere in esame i singoli denti e il significato simbolico che rappresentano, prendiamo prima in esame le due arcate.

L’arcata superiore è assimilata allo spirito. La mascella che la contiene fa parte del cranio, con il quale costituisce un’entità unica. In questa arcata il dente può essere interpretato il luogo in cui l’inconscio diventa visibile. L’inconscio è identificato col passato, che non consiste solo nelle esperienze che hanno lasciato traccia nella memoria della persona, ma anche in quelle ereditate dai genitori e in senso lato dagli avi, che risiedono nell’inconscio collettivo. L’arcata superiore è anche collegata col “pensare”: i bambini che prediligono l’attività di pensiero o il computer al rapporto fisico diretto con i coetanei hanno un morso profondo (cioè i denti dell’arcata superiore coprono quelli dell’arcata inferiore). Da un punto di vista psicoattivo, in questi bambini si nota la propensione all’introversione e alla scarsa socializzazione: si tratta spesso di soggetti tristi, dotati di poca intraprendenza.

Dal momento che l’arcata inferiore è assimilata al corpo, alla materia, al fare, i ragazzi con il morso profondo hanno il volere bloccato: la volontà, la sessualità, la forza sia morale che fisica sono invalidate. La voglia del futuro è bloccata e il “pensare”, che a volte rende il ragazzo intelligente e capace di affrontare qualsiasi situazione, diventa elemento castrante. In altri termini, il pensare diventa un elemento negativo se si fa preponderante a discapito della sensibilità spirituale- artistica.

Alla mandibola o arcata inferiore la Dentosofia associa “il futuro”, la voglia di immaginare, di scoprire se stessi e il mondo. Il morso inverso, terza classe (ossia con l’arcata inferiore più sporgente di quella superiore) può non essere estetico, ma può significare determinazione, voglia di procedere e di scoprire. La mandibola, mobile verso il basso, a destra, a sinistra, in avanti e indietro, è l’articolazione più libera del corpo e per questo motivo simboleggia la libertà. Una libertà che deve essere controllata dal pensare (arcata superiore) ma non schiacciata. Quando il “pensare” non è uno strumento per raggiungere la saggezza, ci potremmo trovare di fronte a persone ribelli, al di fuori delle regole e inconcludenti.

Un equilibrio perfetto è il risultato di una compensazione tra le diverse dimensioni.

Il “volere” vorrebbe masticare e digerire il mondo ma, per non essere distruttivo, deve essere accompagnato da un “pensare” che individui dei limiti e un “sentire” che sia in grado di percepire le più profonde emozioni spirituali.

Una bocca equilibrata, dove pensare, sentire e volere siano ben dosati, e dove passato, presente e futuro siano ben interpretati, aiuta a ottenere questo obiettivo.

È molto importante anche l’armonia tra il lato destro e il lato sinistro della bocca, la parte destra della bocca corrisponde all’emisfero sinistro del cervello, dove risiede il pensiero logico analitico. In essa, secondo la teoria degli archetipi, si manifesta il maschile con i suoi comportamenti materiali e concreti. Secondo la medicina cinese è il lato yang.

La metà sinistra della bocca corrisponde all’emisfero destro del cervello ed è identificata con il femminile, con una spiccata attitudine all’arte, alla spiritualità, alla sensibilità. Secondo la medicina cinese questo è il lato yin.

È utile notare da che parte si mastica e provare a creare una connessione tra questo e il momento della vita che si sta attraversando. Ad esempio, se sto concretizzando un determinato progetto e sono totalmente immerso in questioni pratiche, potrei scoprire di masticare solo a destra. Se invece sono totalmente immerso nel mondo della spiritualità e sogno continuamente a occhi aperti, potrei masticare solo a sinistra. In entrambi i casi starei sperimentando una situazione di squilibrio.

Il linguaggio dei denti

Per poter comprendere il linguaggio dei singoli denti dobbiamo introdurre il concetto di archetipo. La parola archetipo significa modello, marchio, esemplare. Carl Gustav Jung associa il concetto di inconscio al concetto di archetipo.

Jung distingue un inconscio collettivo – costituito sostanzialmente da informazioni universali, impersonali, innate: gli archetipi, trasmessi in modo ereditario in virtù dell’appartenenza del soggetto a una collettività – da un inconscio personale che si sviluppa invece a partire dall’esperienza personale.

Secondo Jung, “Gli archetipi possono essere concepiti come effetto e sedimentazione di esperienze verificatesi nel corso dei millenni, ma al tempo stesso risultano essere i fattori che causano tali esperienze”.

In chiave dentosofica possiamo dire che tutto il patrimonio che alberga in noi, e al quale possiamo accedere con difficoltà in quanto inconscio, può essere visto nei denti. La bocca è uno dei luoghi in cui l’inconscio diventa visibile e dove è possibile distinguere ciò che è inconscio da ciò che è manifesto.

Ora guardiamo i singoli denti e il loro significato in funzione della posizione che assumono nei confronti dei denti vicini, ma anche della loro forma e dei traumi subiti. Proviamo a capire cosa ci raccontano.

Gli incisivi centrali superiori corrispondono al padre e alla madre; questi denti spuntano contemporaneamente ai primi molari, una tappa particolarmente importante dell’evoluzione da bambino ad adulto.

L’incisivo centrale superiore destro corrisponde all’archetipo maschile. Si tratta della nozione del padre, dell’uomo, dell’autorità, di Dio: l’animus (nella visione di Jung, l’elemento maschile inconscio nella donna).

L’incisivo centrale superore sinistro corrisponde all’archetipo femminile. Si tratta della madre, della donna, dell’anima (nella visione di Jung, l’elemento femminile inconscio nell’uomo).

Gli incisivi centrali superiori raccontano le relazioni di una persona con il padre, la madre, gli archetipi. Quando questi due valori sono ben integrati, l’individuo realizza la cosiddetta ‘coppia interiore’, ossia l’unione della polarità femminile e maschile che porta in sé. Tra gli incisivi centrali superiori e i molari c’è un legame; essi compaiono in bocca contemporaneamente, all’età di 7 anni, proprio nel periodo in cui il bambino assume il ‘suo posto’ rispetto ai genitori. Il molare corrisponde proprio al posto che vorremo assumere. In agopuntura gli incisivi corrispondono ai reni, alla vescica, all’apparato urinario. Corrispondono anche alla volontà, questa forza avviluppata dentro ai reni che dà stabilità al’individuo, che lo radica.

Gli incisivi laterali superiori hanno il ruolo di tradurre le reazioni della persona nei confronti degli archetipi maschile e femminile. Gli incisivi laterali superiori che sporgono in avanti rispetto a quelli centrali testimoniano che il soggetto ha rifiutato la possessività del padre o della madre (o di entrambi), sfuggendo così da uno stato di conflittualità costante. Se invece gli incisivi laterali sono disposti all’interno rispetto ai centrali e ai canini, questa persona probabilmente ha difficoltà a liberarsi dell’autorità dei genitori.

Gli incisivi centrali inferiori rappresentano il posto occupato dai genitori, il ruolo che essi rivestono nella vita quotidiana della persona.

L’incisivo centrale inferiore destro rappresenta il modo in cui l’archetipo femminile (la madre) viene percepito e vissuto concretamente nella vita quotidiana.

L’incisivo centrale inferiore sinistro, invece, rappresenta il modo in cui l’archetipo maschile (il padre) si manifesta nella vita quotidiana.

Gli incisivi laterali inferiori recepiscono l’energia degli incisivi centrali, e le danno forma. La posizione che assumono in bocca traduce la dinamica dell’individuo, come questi si pone rispetto all’archetipo corrispondente, rappresentato dal centrale. Quando l’incisivo laterale inferiore destro ruota e nasconde dietro l’incisivo centrale l’angolo mesiale, il paziente risente dell’autorità paterna; se invece è ruotato allo stesso modo l’incisivo laterale inferiore di sinistra, il paziente subisce l’autorità materna.

I canini compaiono verso i 13-14 anni contemporaneamente allo sviluppo dell’energia sessuale interiore ed esteriore. Il canino corrisponde alle grandi trasformazioni interiori e a tutte le mutazioni.

Il canino superiore destro è ‘il modo in cui voglio manifestarmi all’esterno’.

Il canino superiore sinistro rappresenta il modo in cui viviamo i mutamenti interiormente.

Il canino inferiore destro è l’espressione di ciò che vogliamo fare esteriormente. In particolare è collegato alla crescita fisica.

Il canino inferiore sinistro rappresenta il modo in cui i cambiamenti interiori si iscrivono nell’ambiente esterno.

I premolari corrispondono all’Io, al luogo in cui è inscritto il desiderio individuale. Potremmo tradurne il significato con ‘Io voglio’.

Il primo premolare superiore destro denota il modo in cui vogliamo manifestarci all’esterno.

Il primo premolare superiore sinistro rappresenta il desiderio collegato al nostro lato sensibile, affettivo, interiore.

Il primo premolare inferiore sinistro rappresenta il modo in cui una persona esprime la propria volontà nell’ambiente immediatamente circostante: è l’espressione della volontà nell’ambito affettivo.

Il primo premolare inferiore destro è la realizzazione dei progetti.

Il secondo premolare superiore destro rappresenta ciò che vogliamo sviluppare esternamente, soprattutto il figlio che vogliamo avere o, anche, un progetto che vogliamo realizzare.

Il secondo premolare superiore sinistro è un dente molto speciale, perché è collegato al karma: custodisce cioè le nostre predisposizioni naturali, considerate come un dono innato, vuoi latente, vuoi già in atto. Questo dente porta la ‘firma’ del nostro essere, di ciò per cui siamo fatti.

Il secondo premolare inferiore sinistro rappresenta concretamente le energie della madre nei nostri confronti.

Il secondo premolare inferiore destro rappresenta l’organizzazione materiale dei progetti, soprattutto nell’ambito lavorativo.

I primi molari compaiono verso i 6-7 anni, nel momento in cui il bambino comincia a prendere il posto che gli compete. Si può dire che questi denti corrispondono al desiderio di venire riconosciuti nel posto che vogliamo occupare.

Il primo molare superiore destro è il posto che vogliamo assumere e che desideriamo manifestare esteriormente.

Il primo molare superiore sinistro rappresenta il posto che vorremmo avere per poter esprimere la nostra sensibilità.

Il primo molare inferiore sinistro rappresenta il modo in cui vogliamo essere riconosciuti affettivamente.

Il primo molare inferiore destro rappresenta la cosa più concreta del mondo: il lavoro.

I secondi molari compaiono verso i 12 anni, e riflettono il rapporto dell’individuo con l’altro, ossia il suo modo di proiettarsi sull’altro, e il riflesso che l’altro gli rimanda.

Il secondo molare superiore destro esprime gli eventi collegati ai rapporti dell’individuo con l’esterno, nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana.

Il secondo molare superiore sinistro rappresenta ancora il rapporto con l’altro, ma sul piano affettivo: rappresenta dunque la maggiore o minore armonia delle relazioni interiori con l’altro.

Nel secondo molare inferiore sinistro si manifesta la concretizzazione di uno scambio relazionale.

Il secondo molare inferiore destro esprime il modo in cui i rapporti in quanto tali si concretizzano nei fatti e nei gesti.

I denti del giudizio compaiono verso i 21 anni, e corrispondono all’integrazione del piano spirituale. In questi denti si cristallizza l’energia dell’individuo collegata alla coscienza collettiva, alla coscienza universale: essi dunque esprimono l’atteggiamento della persona nel riunirsi alla propria parte mistica. Rappresentano l’uomo nel mondo spirituale.

Il dente del giudizio superiore destro corrisponde alla forza sviluppata per integrarci nel mondo fisico e spirituale.

Il dente del giudizio superiore sinistro può significare una paura interiore e profonda di essere respinti dal mondo fisico e spirituale in cui ci troviamo.

Il dente del giudizio inferiore destro riflette la forza che sviluppiamo per esprimere i nostri sentimenti nel nostro ambiente.

Il dente del giudizio inferiore sinistro corrisponde all’energia fisica sviluppata per inserirci nel mondo.


Tratto da “IL CORPO NON MENTE” E “I DENTI PARLANO” – Istituto di Psicologia Somatorelazionale

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