biorisonanza

In questo articolo approfondiamo un argomento estremamente importante nell’ambito della medicina olistica: parliamo di Biorisonanza con Roberto Fabbroni, Direttore Scientifico dell’Istituto di Biofisica Informazionale e della rivista Scienze Biofisiche.

Cos’è la Biorisonanza

La Biorisonanza è una terapia della medicina olistica biologica volta prevalentemente a esaminare la persona nel suo insieme e non a valutare gli organi presi singolarmente. Viene utilizzata sia per diagnosticare eventuali patologie che per curarle.

È una terapia che impiega a scopo terapeutico le frequenze elettromagnetiche generate dalle cellule del corpo del paziente per ripristinare il corretto funzionamento del corpo. Questa terapia stimola il corpo a ritrovare il proprio equilibrio energetico e ad auto regolarsi, così facendo vengono innescati processi di autoguarigione dalle malattie grazie all’eliminazione di interferenze causate da fattori esterni o da squilibri interni.

Dalla Medicina Integrativa Informazionale, sappiamo che: “Tutte le forme esistenti sono tenute insieme e governate da campi di energia elettromagnetica, che a loro volta vengono predisposti da campi informazionali che hanno la peculiarità di portare le informazioni riguardanti il modo nel quale la materia deve strutturarsi”.

Il Premio Nobel per la fisica C. Rubbia nel 1984, dimostrava che solo la miliardesima parte di noi è pura materia, il resto sono fotoni (bio-fotoni, energia e informazioni), per cui se si continua a considerare solo la materia (come nella chimica e farmacopea), si comprende solo un miliardesimo della realtà, della biologia e della salute!

Tutte le cause del comportamento della materia sono da vedere nella interazione tra fotoni e materia, interazione che è data dai campi. Il blocco energetico è ben spiegato attraverso una scienza abbastanza recente, definita Biofisica, che sta arrivando a dimostrare processi fisiologici ed elettrici organici che vanno in questo senso.

Sembra si tratti dell’esistenza appunto di un sistema fluido-liquido formato da tutte le parti che costituiscono il corpo e che mette in relazione percezione, movimento e guarigione e che quindi una disarmonia bio-chimica è causata da una disarmonia energetica o elettromagnetica.

L’esistenza di questo sistema spiegherebbe come è possibile che il cervello sia raggiunto da uno stimolo proveniente dal piede in un tempo così infinitamente esiguo, fenomeno che, come è stato dimostrato, la dottrina della conduzione nervosa non può spiegare.

Tutto, cioè, è fortemente interconnesso e ci porta verso la spiegazione di che cosa sia un blocco energetico da un punto di vista biofisico ed energetico.

Le cellule sono immerse in una matrice energetica olografica dove ogni parte è in grado di influenzare tutte le altre.

Le informazioni possono essere comunicate mediante numerose modalità fra cui i fotoni di luce ultravioletta e visibile, suono, vibrazioni cellulari a risonanza multipla, onde di densità di carica e potenziali quantici.

Apparecchiature di Biorisonanza

Attraverso sofisticati apparecchi è possibile effettuare test e terapie complementari in maniera sicura, specifica e volta alla risoluzione delle cause, senza andare incontro alle controindicazioni e problematiche tipiche delle terapie allopatiche. È perfettamente integrabile con la medicina tradizionale.

Nel 1977 il medico tedesco Franz Morell capì per la prima volta l’importanza di intervenire direttamente sul livello di controllo bioenergetico anziché agire solo con trattamenti farmaceutici.

Il medico iniziò ad esprimere la sua teoria sulla base della quale la guarigione può essere ottenuta più che intervenendo fisicamente e chimicamente sul corpo, intervenendo sull’energia, cioè sfruttando proprio i campi elettromagnetici emessi dal corpo del paziente.

In quegli anni che Morell realizza il primo apparecchio di biorisonanza in grado di captare proprio le oscillazioni del campo elettromagnetico del corpo umano e di tradurle in impulsi che possano fornire indicazioni dal punto di vista terapeutico.

Un filtro era in grado di separare le frequenze fisiologiche sane da quelle patologiche. Le prime servono da spia per indicare quali interventi terapeutici mirati adottare.

A nostro avviso, tra le tante apparecchiature di Biorisonanza presenti, prediligiamo quelle che lavorano possibilmente sulla frequenza dell’acqua e non quelle iper specializzate che hanno una frequenza per qualsiasi cosa.

Questo perché la iper-specializzazione porta sempre ad un lavoro selettivo e non comporta una visione d’insieme: è la banale sostituzione del farmaco con una frequenza.

Lavorare sulla frequenza dell’acqua invece significa lavorare sulla matrice extracellulare, la grande dimenticata nell’ambito della composizione corporea ma che riveste un ruolo centrale in gran parte dei processi metabolici tra l’ambiente intra ed extra cellulare.

La matrice extra-cellulare

Le cellule non sono le uniche costituenti dei tessuti, perché si trovano “immerse” in questa matrice che riempie lo spazio tra le cellule, mantenendo forma e funzione del tessuto che compone.

Oltre alla funzione di sostegno, la matrice extracellulare è coinvolta nei processi di comunicazione, proliferazione e sviluppo dei tessuti con cui viene a contatto.

La Matrice Extracellulare è principalmente composta da acqua, proteine e altre sostanze e la si ritrova in quasi tutti i tessuti corporei. L’importanza della matrice sta proprio nel suo essere ubiquitaria componendo, o essendo a contatto, con ogni tessuto dell’organismo.

L’osso, il sistema nervoso, i muscoli o il sangue sono tessuti diversi formati da cellule e matrice extracellulare che avrà una struttura più o meno fluida a seconda della funzione da assolvere.

Inoltre, la Matrice Extracellulare, quando è sana, è fluida. Quando la Matrice è intossicata, diventa più compatta, più rigida. A questo punto la comunicazione tra le altre cellule diventa complicata.

Per ripristinare il lavoro cellulare, dovremo disintossicarci dalle tossine. Ecco qui che entra in gioco l’apparecchio di Biorisonanza Aquatone specifico per la pulizia della Matrice Extracellulare (ovviamente ha anche un uso localizzato).

Aquatone

aquatoneCon questo apparecchio (Aquatone) è previsto un trattamento specifico per la Matrice Extracellulare della durata di 2 settimane che diventa la base sui cui affrontare i malesseri cronici in modo particolare.

Questo consente di liberarsi dalla dipendenza stessa dell’Operatore Professionista che va visto come uno strumento momentaneo di supporto in un momento difficile della nostra vita.

A cura di Roberto Fabbroni da Scienze Biofisiche – Rivista Scientifica di Medicina Integrativa Informazionale.

Ultimo aggiornamento 9 Febbraio 2024

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