
Il recente studio “Report from a Tibetan Monastery: EEG neural correlates of concentrative and analytical meditation”, condotto dall’Università di Pisa in collaborazione con i monaci tibetani, ha evidenziato scientificamente come la meditazione migliora l’attività cerebrale.
Lo studio scientifico realizzato presso il monastero tibetano di Sera Jey in India, evidenzia le correlazioni neurali della meditazione concentrativa e analitica attraverso l’elettroencefalogramma (EEG). I ricercatori hanno esaminato 23 monaci in meditazione, con livelli di esperienza variabili, che hanno partecipato a diverse sessioni di meditazione.
“Gli effetti positivi della meditazione sul benessere umano sono indiscutibili e vanno dal miglioramento della regolazione delle emozioni alla riduzione dello stress e al miglioramento della consapevolezza del momento presente”.
Meditazione concentrativa e meditazione analitica: i risultati
I ricercatori hanno condotto esperimenti e raccolto risultati su due principali tipi di meditazione:
- Meditazione concentrativa: focalizza l’attenzione su un oggetto specifico, ad esempio il respiro. È stata associata ad aumenti significativi nelle bande di frequenza theta, alpha e beta dell’EEG, evidenziando un miglioramento della regolazione emotiva e una maggiore capacità di focalizzazione mentale.
- Meditazione analitica: coinvolge una riflessione profonda su concetti filosofici, come la natura della realtà o il significato del karma. Pur mostrando un impatto meno evidente sull’attività cerebrali rispetto a quella concentrativa, promuove una riflessione più profonda che favorisce una maggiore consapevolezza di sé.

Link alla studio su Frontiers in Psychology
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Ultimo aggiornamento 15 Giugno 2024
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