In questa intervista con Patrizia Bonaca, formatrice Econolistica e fondatrice dell’Industria dell’Esperienza, approfondiamo la Legge 4 del 2013 che regolamenta le professioni non riconosciute, tra cui quella dell’operatore olistico.

DI COSA TRATTA LA LEGGE 4/2013 E PERCHE È COSI IMPORTANTE?

La legge 4 del 2013 rappresenta  una vera e propria rivoluzione nel campo delle professioni non regolamentate.I nfatti, grazie a questa legge ora questi professionisti hanno un punto di riferimento.

Ma andiamo per ordine chi sono i professionisti non regolamentati?

Sono tutti quei professionisti che non hanno un ordine di appartenenza come succede ad esempio per i commercialisti, gli avvocati, gli architetti, e cosi via.

In pratica nel settore delle professioni non regolamentate coesistono quelle professioni che potremmo definire nuove, che si sono formate negli ultimi anni la cui domanda proviene in genere da esigenze nuove e attuali. Ad esempio nel settore olistico il counselor, il naturopata, l’operatore olistico, il coach, il musicoterapeuta oppure troviamo altre figure eterogenee operanti in una vasta gamma di settori economici come l’amministratore di condominio, il tributarista, il cuoco, l’interprete, il fotografo, l’istruttore cinofilo, i social media manager, e cosi via.

L’aspetto interessante è scorgere il dinamismo e la creatività dei professionisti e la loro capacità di essere interpreti dei cambiamenti economici e sociali in atto.

Quindi la legge 4 del 2013 è una legge contenitore delle professioni non regolamentate, si occupa di delineare in grandi linee la cornice di riferimento per questi professionisti.

QUALI SONO GLI OBBLIGHI PREVISTI DA QUESTA LEGGE?

Questo è il punto! La legge 4/2013 è una grande cornice delle professioni non organizzate in ordini e collegi ma al suo interno l’unico obbligo che si trova è nell’art.1, comma 3, e cioè il professionista deve obbligatoriamente contraddistinguere la sua attività in ogni documento, locandina, brochure, biglietto da visita indicando: “professionista  ai sensi della legge n. 4 del 2013″. 

E’ importante rendere edotti i propri clienti in che cornice si svolge il proprio lavoro, per non essere confusi con altri professionisti regolamentati e cioè appartenenti ad un ordine professionale come i medici, fisioterapisti e cosi via.

In pratica l’obiettivo della legge è tutelare il cliente affinché abbia chiaro la cornice giuridica in cui il professionista lavora, in modo da sapere anche a chi potersi rivolgersi in caso di difficoltà e/o di contenzioso.

Nel caso delle professioni non regolamentate si fa espresso riferimento al codice del consumo e le sanzioni sono quelle indicate dal codice del consumo per le pratiche commerciali scorrette.

DICHIARARE DI APPARTENERE A QUESTA LEGGE È SEMPRE GARANZIA DI PROFESSIONALITÀ?

La legge in effetti promuove l’autoregolamentazione volontaria, non introduce altri obblighi oltre quello di contraddistinguere la propria  attività in ogni documento con il riferimento alla presente legge

Questo significa che ogni professionista può autoregolamentarsi come crede per questo è importante che il cliente verifichi sempre l’effettiva formazione e preparazione del professionista anche quando dichiara di essere un professionista ai sensi della legge 4/2013.

Non basta la semplice indicazione della legge per assicurare la professionalità dell’operatore, è importante verificare in quali associazioni sia iscritto, se abbia certificazioni della propria  attività e cosi via.

LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA PROFESSIONALE CHE RUOLO HANNO IN TUTTO QUESTO?

Le associazioni di categoria hanno un ruolo fondamentale in quanto la legge, pur dichiarando che non è obbligatorio iscriversi in una associazione di categoria promuovendo l’autoregolamentazione del professionista, demanda alle stesse associazioni (all’art. 2) la regolamentazione dell’attività degli associati dando ampio spazio all’aggiornamento professionale, al rispetto del codice di condotta, alla sottoscrizione di una polizza  assicurativa. In pratiche buone pratiche per la tutela del cliente.

L’associazione di categoria professionale costituisce un organismo terzo che si occupa di verificare parametri formativi del professionista anche al fine di constatare la sua competenza in materia. Infatti ogni professionista deve presentare un curriculum corredato da attestati e altri documenti obbligatori che ne attestino la professionalità

E’ da sottolineare che tutto questo non è un obbligo direttamente previsto della legge 4/2013, ma sono indicazioni che la legge richiede di far rispettare ai soci delle associazioni di categoria professionale. Infatti l’art.2 della legge elenca una serie di indicazioni da adottare per le associazioni di categoria come ad esempio l’adozione dello sportello del consumatore sempre tenendo d’occhio il codice del consumo.

Quindi i professionisti che si iscriveranno nell’associazione di categoria professionale dovranno rispettare le indicazioni previste dalla legge 4(art.2) per le associazioni.

Ecco perché è cosi importante che il cliente controlli se un professionista è iscritto in una associazione di categoria professionale oppure svolge in modo del tutto autoregolamentato la sua professione.Questo fa la differenza!

COS’ALTRO PREVEDE LA LEGGE 4/2013?

Oltre a questo la legge prevede la possibilità per le associazioni di riunirsi in forme aggregative sempre come associazioni private e questo è previsto nell’art.3. Cioè più associazioni possono unirsi per delineare intenti comuni.

Oltre a questo la legge prevede la trasparenza organizzativa delle associazioni e cioè che nel sito web vengano indicate tutte le informazioni dell’associazione e cioè i riferimenti dello sportello del consumatore, i registri professionali dei soci, l’organigramma associativo, il codice di condotta, insomma tutta quella documentazione dalla quale si evidenzia l’attività dell’associazione a favore dei soci e a tutela dei clienti.


Per entrare in contatto con Patrizia Bonaca, visita il sito industriadellesperienza.it

Ultimo aggiornamento 14 Febbraio 2024

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