Sei triste? Non sfuggire alla tristezza, affrontala!

frase buddha tristezza

Sono triste…
Ti è mai capitato di sentirti così?

A volte provi tristezza per un momento o una situazione particolare che poi passa.
Altre volte la tristezza dura a lungo e sembra non volerti più lasciare andare.

Potresti restare a lungo nella sua morsa. Potresti perfino arrivare a credere di essere caduto, o caduta nel buio della depressione.

Se pensi si tratti di depressione, puoi rivolgerti a uno specialista.
Se invece pensi solo di esser triste, fermati, parliamone insieme 🙂

La tristezza è senza dubbio un’emozione che non vorremmo provare, la consideriamo un’emozione negativa da cui spesso tendiamo a fuggire evitando di pensarci.

Fuggire dalla tristezza però non solo non aiuta, ma può portare a conseguenze anche peggiori.

La tristezza va affrontata e compresa, c’è per un motivo e puoi anche scegliere consapevolmente quando provarla.
Esiste una sana tristezza che ha un valore e che può valere la pena di vivere.

Prima di approfondire questo aspetto però, voglio mostrarti cos’è la tristezza

La tristezza: l’emozione che ti rende immobile

La tristezza è senza dubbio un’emozione caratterizzata da un basso livello di energia.

Se sono triste, sarò facile preda di apatia e svogliatezza.
Probabilmente cadrò nel senso di vuoto e nell’immobilità e credo che quest’ultima sia la caratteristica più importante della tristezza.

Se mi osservo bene quando sono triste, noto che guardo a quello che manca o a ciò che non posso o che non riesco a fare.

Potrebbe trattarsi del ricordo di qualcosa che ho perso, di un rimpianto e della nostalgia di un passato che non posso più vivere. Andato, finito, perso per sempre…

Potrei trovarmi in una situazione che mi impedisce di fare ciò che vorrei, o ancora potrei rinunciare a un certo risultato pensando di essere incapace, di non valere abbastanza.

Ovvio a questo punto che se sono triste il senso di impotenza e la rassegnazione prendono sopravvento nella mia vita.

Se non faccio qualcosa per cambiare e muovermi da quello stato immobile in cui mi trovo, non vedrò alcuna via d’uscita dalla situazione su cui mi sto concentrando e questo potrebbe farmi perdere ogni speranza.

Come avrai capito, non puoi stare a lungo in questa condizione, ma devi cambiare.
Molte persone usano modi sbagliati per combattere la tristezza e tu devi fare attenzione ad evitarli perché non ti aiuteranno ad uscirne, ma peggiorano soltanto le cose.

Ecco come non fare per uscire dalla tristezza

Devi capire che uscire dalla tristezza non significa riempirti di impegni e obiettivi da raggiungere per riempire quel vuoto che spesso l’accompagna.
Non significa nemmeno trovare sollievo mangiando cioccolato, facendo shopping, regalandoti un massaggio rilassante o concedendoti di fare qualsiasi altra cosa che altrimenti non faresti.

Queste cose non hanno nulla di sbagliato di per sé, ma soddisfazione e piacere non fanno che distrarti dalla tristezza che comunque, sotto sotto, resta.
Gli impegni e la soddisfazione riempiono il tuo tempo, ma non la tua vita.

Ti è mai successo di arrivare alla fine di una giornata piena di impegni portati a termine e obiettivi raggiunti e di sentirti ancora peggio?
Come se tutto il tuo lavoro non fosse servito che a raccogliere un pugno di mosche e a darti la certezza che per te sarà impossibile uscire dalla tristezza.

Hai mai sentito quel senso di vuoto tornare prepotente insieme alla tristezza che pensavi di aver sconfitto?
E il piacere?

Coprendo la tristezza col piacere in realtà non fai che distrarti per un momento, ma quella distrazione dura il tempo che dura.
Allora la tristezza torna più forte di prima e ti porta di nuovo a quel bisogno di sollievo.

Stavolta però, ciò che prima ti aveva dato sollievo potrebbe non bastare.
Il piacere crea assuefazione e dipendenza e combattere la tristezza in questo modo non farà che aggiungere un problema.

Se sei triste e vuoi davvero uscire dalla tristezza, la devi affrontare cambiando nettamente direzione.

Ma la tristezza, come tutte le emozioni negative, non è sbagliata di per sé. Arriva per dirti qualcosa di importante che devi comprendere.
E questa emozione è ancora più preziosa per diversi altri motivi che ora ti spiego.

A cosa serve la tristezza

Quando vivi una situazione negativa la tristezza lascia uno spazio in cui puoi comprendere la situazione.
Per andare a fondo di ciò che sta succedendo o che è successo, per trovarci un senso o la soluzione ad un problema.

La tristezza in sostanza ti permette di metabolizzare ogni evento negativo che si presenta nella tua vita e quindi accettarlo ed accoglierlo per ciò che ha da offrirti.
E allora ripartire.

Senza la tristezza, quella situazione negativa ti travolgerebbe e tu non avresti il tempo di comprenderla e gestirla.

Se accetti questa emozione e la comprendi a fondo, non ti lascerai paralizzare dal suo effetto, ma potrai cogliere il messaggio che è venuta a portarti.
E mentre la sua funzione si esaurisce, l’emozione si dissolve e scompare.

Ma la tristezza può avere una funzione ancora più nobile e preziosa che puoi cogliere e far fruttare se sei padrone delle tue emozioni.

Puoi scegliere consapevolmente momenti in cui dar spazio alla tristezza richiamando nella tua mente qualcosa o qualcuno che ora manca e che vuoi ricordare per dargli valore.

Personalmente scelgo di dare spazio alla tristezza ogni volta voglio dare valore a qualcosa o qualcuno che ora manca, ma che riconosco avermi dato molto, avermi permesso di crescere e imparare o avermi aiutato a far emergere qualità e capacità che altrimenti non avrei.

Ma se scelgo consapevolmente e responsabilmente la tristezza, sono triste per dare valore e non dimenticare.
Non la scelgo per farmi male e a quel punto la tristezza dura il tempo di un secondo perché subito lascia spazio alla gratitudine.

Puoi considerare tristezza e gratitudine come i due lati della stessa medaglia. La tristezza si concentra su quello che manca, la gratitudine su quello che c’è.

Scegliere di essere tristi con il vero obiettivo di dare valore a ciò che ora manca, è come prendere quella medaglia con la vera intenzione di scegliere il lato della gratitudine, pur sapendo che il valore che ha dipende da entrambe le facce.

Per uscire dalla tristezza devi guardare a quello che c’è

Per prima cosa se davvero vuoi uscire dalla tristezza, devi volerlo fare.

È facile infatti abbandonarsi allo stato di torpore quasi accogliente a cui porta la tristezza.
Non ci sarà modo di uscirne fermandosi a crogiolarsi in questa apparente coccola interiore, ma quando la tua sarà una decisione ferma e decisa, allora dovrai entrare in questa emozione e cominciare a comprenderla.

Se quando sono triste guardo a quello che ho perso o che mi manca, se guardo a tutto quello che non va o al fatto che non posso fare qualcosa, comprendendo la tristezza capisco che si tratta solo del segnale che quell’emozione mi sta portando.

La tristezza mi sta dicendo che tutto questo non c’è più o che non lo posso più fare.
La sua intenzione è quella di aiutarmi a diventarne consapevole e, preso atto della situazione, concentrarmi su quello che ora c’è per usarlo al meglio e su quello che posso fare nonostante tutto e orientandomi verso nuove possibilità che ora riesco a vedere.

So che tutte queste cose non ci saranno più o non le potrò fare, so che c’è un problema che devo affrontare, ma vedo anche che per tante cose che mancano molte altre ci sono e magari ci sono proprio grazie a quello che ora manca.

Pensa alla morte di una persona cara, per esempio.
Cosa ti ha dato quella persona? Chi sei diventato, o diventata grazie al fatto di averla vissuta?

Oppure pensa alla fine del tuo matrimonio, se ti è successo.
È stata dura come situazione da affrontare, non è vero?
Ma quanta forza hai sviluppato proprio grazie a questo? E quali qualità hai saputo tirare fuori per gestirla?
Magari ora hai un figlio meraviglioso che adori e che altrimenti non avresti.
Le vedi tutte queste cose?

Ma non c’è solo questo.
Se comprendo la tristezza e la accetto veramente, allora vedo che se anche non posso fare certe cose, posso comunque fare molto altro.
Sempre e nonostante tutto.
Forse non sarà quello che avevo immaginato, ma quanto posso costruire, quanti traguardi posso raggiungere comunque?

E se invece sono triste perchè mi sento incapace?

Come affrontare la tristezza imparando dagli errori

Quando ti senti incapace puoi fare molte cose per non perdere la speranza e non abbatterti cadendo nella convinzione di non valere abbastanza.
Certamente puoi fare un bel lavoro per migliorare la tua autostima e puoi cominciare dai tuoi errori.

Siamo convinti che sbagliare sia sbagliato, ma quante cose impariamo proprio grazie ai nostri errori? E quante cose non sapremmo fare se non avessimo mai sbagliato?

Se cambi la tua visione, puoi accettare e accogliere ogni errore sapendo che si tratta di una meravigliosa opportunità per imparare, crescere e diventare migliore.

Forse non pensi che questo faccia per te perché cadi sempre nello stesso errore?
Ma hai mai pensato che forse ti serviva anche questa esperienza in più per riuscire al prossimo tentativo?
E se invece quell’errore servisse proprio per mostrarti che non stai seguendo la strada giusta?
Se così fosse l’errore che stai commettendo sarebbe una vera benedizione, perché capire che stai camminando nella direzione sbagliata è ciò che ti permette di cambiare e prendere la via del successo.

Per uscire dalla tristezza devi guardare avanti, trovare soluzioni, magari anche quelle a cui non avevi pensato.

Tristezza… solo un vecchio ricordo!

Quando sono triste, ma accetto l’emozione che sto vivendo, allora posso davvero comprendere ogni problema e affrontarlo con la vera intenzione di trovare una soluzione.
E una soluzione c’è sempre, te lo assicuro 😉

Considera che un problema è un ostacolo che si mette in mezzo tra te e la tua felicità, ma chi dice che tu non possa esserlo in un modo diverso da quello che avevi immaginato?
Certo, la soluzione che puoi trovare potrebbe non essere proprio quella che volevi, ma quel problema smette di ostacolare la tua felicità perché tu puoi essere felice in qualunque situazione.

Se vuoi davvero uscire dalla tristezza impara a trovare soluzioni, vivi il presente con entusiasmo e lascia perdere il passato, a meno che non lo cerchi per ricordare e dare valore.
Impara a cogliere le opportunità che si nascondono dietro ad ogni evento o situazione negativa, e considera i tuoi errori come vere benedizioni.

Se farai tutto questo allora quel pensiero di esser triste si diventerà solo in un ricordo lontano e la tristezza un prezioso alleato per vivere sempre senza perdere la felicità.
Sempre. In ogni situazione, anche la peggiore che potresti immaginare 😉

Risorse utili

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Serena Sironi
Serena Sironi, classe 1978, architetto di formazione, pratica alcuni anni prima di abbandonare la professione cogliendo l'opportunità di prendere in gestione un rifigio alpino. Grazie a questa esperienza imparara a vivere in empatia con la natura e intraprende un percorso di ricerca interiore e crescita personale che la porta a guadagnarsi la sua indipendenza emotiva. Oggi la insegna ed è a disposizione delle persone per aiutarle a diventare a loro volta più forti di ogni problema.

2 Commenti

  1. Non ho mai letto una descrizione così chiara della tristezza, sei riuscita a descriverla nella sua essenza e nella sua positività che è necessario cogliere per superarla. Aggiungo per esperienza personale che oltre alle “distrazioni” penso che esistano altri modi per coprire la tristezza come ad esempio provare rancore verso una persona, pensando: “sono triste per colpa sua”. Ma è proprio qui il nocciolo, come dici tu, la tristezza la supero se la capisco e la affronto. In questo modo davvero posso metabolizzarla e ridurla ad un momentaneo stato emotivo e non ad una condanna perenne. Se penso di essere triste per colpa di qualcuno ne soffro, se invece mi assumo la responsabilità della mia tristezza posso farne un’occasione di crescita.

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