Le relazioni come pratica spirituale

relazioni pratica spirituale

In questo articolo affrontiamo la tematica delle relazioni dal punto di vista spirituale, cercando di comprendere l’importanza di una relazione consapevole, grazie alle parole del maestro Eckhart Tolle.

Poiché gli esseri umani si identificano sempre più con la propria mente, i rapporti affettivi per la maggior parte non sono radicati nell’Essere e pertanto si trasformano in una fonte di dolore e giungono a essere dominati da problemi e conflitti.
Milioni di persone ormai vivono da sole o soltanto con i figli, essendo incapaci di stabilire una relazione intima o non più disposte a ripetere il dramma folle delle relazioni passate.
Altre persone passano da una relazione all’altra, da un ciclo di piacere e di dolore all’altro, alla ricerca della meta sfuggente dell’appagamento attraverso l’unione con la polarità energetica opposta.

Altre ancora cercano un compromesso e continuano a stare assieme in un rapporto disfunzionale in cui prevale la negatività, per amore dei figli o della sicurezza, per la forza dell’abitudine, per paura della solitudine o per qualche altra convenzione reciprocamente «benefica», o perfino per la dipendenza inconsapevole dall’eccitazione provocata dal dolore e dal dramma emozionale.

Tuttavia, ogni crisi rappresenta non soltanto un pericolo ma anche un’occasione. Se le relazioni forniscono energia e ingrandiscono gli schemi mentali egoici e attivano il corpo di dolore, come avviene attualmente, perché non accettare questo fatto anziché cercare di sfuggirlo? Perché non cercarne la collaborazione invece di evitare le relazioni o continuare a inseguire il fantasma di un compagno ideale come risposta ai vostri problemi o come mezzo per sentirvi appagati?

L’occasione che si cela in ogni crisi non si manifesta finché tutti i fatti di ogni data situazione non verranno riconosciuti e accettati pienamente. Fintanto che li negate, fintanto che cercate di sfuggirli o desiderate che le cose siano diverse, non si dischiuderà la finestra dell’occasione, e voi rimarrete intrappolati dentro tale situazione, che resterà uguale o si deteriorerà ulteriormente.

Con il riconoscimento e l’accettazione dei fatti giunge anche un grado di libertà da questi. Per esempio, quando sapete che vi è disarmonia e possedete questo «sapere», attraverso questo sapere è entrato in gioco un nuovo fattore, e la disarmonia non può rimanere immutata.

Quando sapete che non siete in pace, il vostro sapere crea uno spazio tranquillo che avvolge la vostra mancanza di pace in un abbraccio affettuoso e tenero e quindi trasmuta in pace la mancanza di pace. Per ciò che riguarda la trasformazione interiore, non vi è nulla che potete fare in proposito. Non potete trasformare voi stessi, e certamente non potete trasformare il vostro partner o chiunque altro. Tutto ciò che potete fare è creare uno spazio perché avvenga la trasformazione, per far entrare la grazia e l’amore.

Allora quando la vostra relazione non funziona, quando fa emergere la «pazzia» in voi e nella persona amata, siatene felici. Ciò che era inconsapevole viene portato alla luce. È un’occasione per la salvezza.
In ogni momento, state con la conoscenza di quel momento, in particolare del vostro stato interiore. Se vi è collera, sappiate che vi è collera. Se vi sono gelosia, atteggiamento difensivo, impulso a litigare, bisogno di avere ragione, un fanciullo interiore che esige amore e attenzione, o dolore emozionale di ogni sorta, qualunque cosa sia, sappiate conoscere la realtà di quel momento e mantenetene la conoscenza.

Il rapporto allora diventa il vostro sadhana, la vostra pratica spirituale. Se osservate nel vostro partner un comportamento inconsapevole, mantenete quel comportamento nell’abbraccio affettuoso del vostro sapere, in modo da non reagire. Inconsapevolezza e sapere non possono coesistere a lungo, nemmeno se il sapere è soltanto nell’altra persona e non in quella che agisce sulla base dell’inconsapevolezza.

La forma di energia che sta dietro l’ostilità e l’attacco trova assolutamente intollerabile la presenza dell’amore. Se voi reagite in qualunque modo all’inconsapevolezza dell’altra persona, diventate anche voi inconsapevoli. Ma se poi vi ricordate di conoscere la vostra reazione, nulla è perduto.

L’umanità subisce una grande pressione a evolvere perché è la nostra unica possibilità di sopravvivere come razza. Ciò influenzerà ogni aspetto della vostra vita e i rapporti affettivi in particolare. Mai prima d’ora le relazioni sono state altrettanto problematiche e conflittuali come lo sono adesso.

Come si sarà potuto notare, tali rapporti non sono qui per renderci felici o appagati. Se voi continuate a perseguire il fine della salvezza attraverso una relazione, continuerete a restare delusi.
Ma se accettate che la relazione sia qui per rendervi consapevoli anziché felici, allora il rapporto vi offrirà davvero salvezza, e voi potrete allinearvi alla consapevolezza superiore che vuole nascere in questo mondo.

Per coloro che si attengono ai vecchi schemi, vi saranno ancor più dolore, violenza, confusione e pazzia. Suppongo che si debba essere in due per fare di una relazione una pratica spirituale, come tu suggerisci.
Per esempio, il mio compagno continua a seguire i suoi vecchi schemi di gelosia e di dominio.

Gliel’ho fatto notare molte volte, ma non riesce a capirlo. Quante persone ci vogliono per trasformare la nostra vita in pratica spirituale? Non importa se il compagno non vuole collaborare. La sanità mentale (la consapevolezza) può venire al mondo soltanto attraverso voi stessi.
Non dovete aspettare che il mondo rinsavisca, o che qualcun altro diventi consapevole, prima di raggiungere l’illuminazione. Potreste aspettare all’infinito.

Non accusatevi reciprocamente di essere inconsapevoli. Nel momento in cui cominciate a litigare, vi siete identificati con una posizione mentale e ora difendete non soltanto tale posizione ma anche il vostro senso del sé. L’ego è dominante. Siete diventati inconsapevoli. A volte può essere opportuno sottolineare certi aspetti del comportamento della persona amata. Se voi siete molto vigili, molto presenti, potete farlo senza coinvolgimento dell’ego, senza biasimare, accusare o dar torto all’altra persona.

Quando la persona amata si comporta in maniera inconsapevole, dovete rinunciare a ogni giudizio. Giudizio significa confondere il comportamento inconsapevole della persona con la sua identità oppure proiettare la vostra inconsapevolezza sull’altra persona e scambiare questa per la sua identità. Rinunciare al giudizio non significa che non riconoscete la disfunzione e l’inconsapevolezza quando le vedete. Significa «essere il sapere» anziché «essere la reazione» e il giudice.

Allora sarete totalmente liberi dalla reazione oppure reagirete pur conservando il sapere, lo spazio in cui la reazione viene osservata e lasciata esistere. Invece di combattere il buio, vi portate la luce. Invece di reagire all’illusione, vedete l’illusione ma allo stesso tempo vedete al di là di essa.
Essere il sapere crea uno spazio libero di presenza affettuosa che consente a tutte le cose e persone di essere come sono. Non esiste un più grande catalizzatore della trasformazione.

Se mettete in pratica tutto questo, la persona amata non potrà stare con voi e allo stesso tempo rimanere inconsapevole. Se entrambi siete d’accordo che la relazione sarà la vostra pratica spirituale, tanto meglio. Potrete allora esprimervi reciprocamente pensieri e sentimenti non appena si presentano, o non appena interviene una reazione, per cui non create un intervallo temporale in cui possa inasprirsi o crescere un’emozione e una lamentela inespresse o non riconosciute.

Imparate a dare espressione a ciò che provate e questo senza biasimare. Imparate ad ascoltare la persona amata in maniera aperta e non difensiva. Lasciate spazio alla persona amata perché si esprima. Siate presenti.
Accusare, difendere, attaccare: tutti questi schemi che sono creati per rafforzare o proteggere l’ego o per soddisfarne le esigenze diverranno allora superflui. Lasciare spazio agli altri (e a se stessi) è vitale.

L’amore non può prosperare senza spazio. Quando avete eliminato i due fattori che distruggono la relazione, quando cioè il corpo di dolore è stato trasmutato e voi non vi identificate più con la mente e le posizioni mentali, e se la persona amata ha fatto la stessa cosa, avrete esperienza della beatitudine della fioritura del rapporto. Invece di riflettervi reciprocamente il dolore e l’inconsapevolezza, invece di soddisfare le esigenze dell’ego reciprocamente dipendenti, rifletterete vicendevolmente l’amore che provate in profondità dentro di voi, l’amore che accompagna la realizzazione dell’unione con tutto ciò che esiste. Questo è l’amore che non ha contrario.

Se la persona amata è ancora identificata con la mente e il corpo di dolore mentre voi siete già liberi, questo rappresenterà una sfida importante, non per voi ma per la persona amata. Non è facile vivere con una persona illuminata, o meglio è così facile che l’ego lo trova estremamente minaccioso. Ricordate che l’ego ha bisogno di problemi, conflitti e «nemici» per rafforzare il senso di separatezza da cui dipende la sua identità.

La mente della persona amata non illuminata si sentirà profondamente frustrata perché le sue posizioni prefissate non incontrano resistenza, il che significa che diventeranno traballanti e deboli, e vi è perfino il «pericolo» che crollino del tutto, con la conseguenza della perdita del sé. Il corpo di dolore esige un riscontro e non lo ottiene.

Il bisogno di litigi, drammi e conflitti non viene soddisfatto. Ma state attenti: alcune persone che non reagiscono, che sono chiuse in se stesse, insensibili o tagliate fuori dai propri sentimenti possono pensare e cercare di convincere gli altri di essere illuminate, o almeno che non vi sia in loro «niente che non va» e tutto ciò che non va è nella persona amata.

Gli uomini tendono a fare così più delle donne. Possono considerare irrazionali o emozionali le loro compagne. Ma se potete percepire le vostre emozioni, non siete lontani dal corpo interiore radioso che sta al di sotto. Se siete principalmente nella vostra testa, la distanza è notevolmente maggiore, e dovete portare consapevolezza nel corpo emozionale prima di raggiungere il corpo interiore.

Se non vi è un’emanazione di amore e gioia, presenza completa e larghezza di vedute nei confronti di tutti gli esseri, allora non è illuminazione.

Un’altra indicazione è il modo in cui una persona si comporta in situazioni difficili o minacciose o quando le cose «vanno storte». Se la vostra «illuminazione» è un autoinganno incentrato sull’ego, allora la vita vi apporterà presto una minaccia che farà emergere la vostra inconsapevolezza sotto qualunque forma: paura, collera, atteggiamento difensivo, giudizio, depressione, eccetera.

Se vivete un rapporto amoroso, molte delle vostre minacce arriveranno tramite la persona amata.

Per esempio, una donna potrà essere minacciata da un compagno non reattivo che vive quasi interamente nella propria testa. La donna sarà minacciata dall’incapacità di lui di ascoltarla, di darle attenzione e spazio per essere, il che è dovuto alla mancanza di presenza da parte di lui.
L’assenza di amore nel rapporto, che è di solito avvertita più acutamente dalla donna che dall’uomo, innescherà il corpo di dolore della donna, e attraverso questo lei attaccherà il compagno, gli rivolgerà biasimo, critiche, gli darà torto, eccetera.

Questo a sua volta diventerà una sfida per lui, Per difendersi dall’attacco del corpo di dolore di lei, che lui considera totalmente ingiustificato, lui si trincererà ancor più profondamente nelle sue posizioni mentali giustificandosi, difendendosi o contrattaccando. Alla fine questo attiverà anche il suo stesso corpo di dolore.

Quando entrambi saranno così sopraffatti, si raggiungerà un livello di profonda inconsapevolezza, di violenza emotiva, attacco e contrattacco selvaggi. Tutto questo non si affievolirà finché entrambi i corpi di dolore non si ricostituiranno e quindi entreranno nella fase latente. Fino alla prossima volta.

Questo è soltanto uno degli innumerevoli scenari possibili. Molti volumi sono stati scritti, e molti altri potrebbero essere scritti, sui modi in cui viene fatta emergere l’inconsapevolezza nei rapporti maschio-femmina. Ma, come ho detto prima, quando capite la radice della disfunzione, non avete bisogno di esplorarne le innumerevoli manifestazioni.
Osserviamo ancora brevemente lo scenario che ho appena descritto. Ogni minaccia che contiene è in realtà un’occasione di salvezza mascherata. In ogni fase del processo disfunzionale che si sta svolgendo è possibile la libertà dall’inconsapevolezza.

Per esempio, l’ostilità della donna potrebbe diventare per l’uomo un segnale per uscire dal suo stato identificato con la mente, per risvegliarsi nell’Adesso, per diventare presente, invece di identificarsi ancor più con la mente, diventare ancor più inconsapevole.
Invece di «essere» il corpo di dolore, la donna potrebbe essere il sapere che osserva il dolore emozionale in se stessa, accedendo così al potere di Adesso e dando inizio alla trasmutazione del dolore. Ciò eliminerebbe la proiezione esterna compulsiva e automatica del dolore stesso. Allora la donna potrebbe esprimere al compagno i propri sentimenti.

Non vi è garanzia, naturalmente, che lui ascolti, ma gli darà una buona occasione per diventare presente e certamente spezzerà il ciclo folle della recitazione involontaria dei vecchi schemi mentali. Se la donna si lascia sfuggire questa occasione, l’uomo potrebbe osservare la propria reazione mentale-emotiva al dolore di lei, il proprio atteggiamento difensivo, anziché essere la reazione. Potrebbe allora osservare l’innesco del proprio corpo di dolore e così portare consapevolezza nelle proprie emozioni.

In questo modo nascerebbe uno spazio limpido e tranquillo di consapevolezza pura: il sapere, il testimone silenzioso, l’osservatore. Questa consapevolezza non nega il dolore eppure è al di là di esso. Consente al dolore di esistere eppure lo trasmuta allo stesso tempo. Accetta tutto e trasforma tutto.

Si aprirebbe una porta attraverso la quale lei potrebbe facilmente raggiungere lui in tale spazio.
Se voi siete coerentemente o almeno prevalentemente presenti nella vostra relazione, questo sarà la più grande sfida per il vostro partner. Non potrà tollerare la vostra presenza molto a lungo rimanendo inconsapevole. Se è pronto, attraverserà quella porta che avete aperto e si unirà a voi in quella condizione. Se non lo è, vi separerete come olio e acqua.

La luce è troppo dolorosa per chi vuole rimanere al buio.

 Tratto da “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle

Risorse utili

Il Potere di Adesso - Eckhart Tolle Il Potere di Adesso
Una guida all’illuminazione spirituale. La scoperta del “qui” e “ora” del proprio vero Essere
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