Lasciare andare il bisogno di cambiare gli altri

Facci caso. Per la maggior parte di noi c’è sempre qualcosa che non va bene. La situazione o l’altra persona (i genitori, i figli, il partner, gli amici) non vanno bene così come sono.

In questo articolo parliamo della tendenza che abbiamo a voler cambiare gli altri e delle difficoltà ad accettare quegli aspetti che non ci piacciono.

“Ciò che c’è, per me è sbagliato, vorrei che fosse diverso da come è”.
Chi non si è ritrovato mai, da una parte o dall’altra, in questa situazione? Chi non hai mai giudicato o si è sentito tale?

Soprattutto nel grande gioco delle relazioni, il teatrino del “giudice e del condannato” o della “maestra e l’alunno”, non finisce mai.

Forse perché attraverso le relazioni vediamo parti di noi che dovremmo sanare?

“Mio figlio quella cosa non la doveva fare, non va bene”
“Questo lato del mio compagno proprio non lo sopporto, dovrebbe cambiare”
“I miei genitori li odio, non mi rendono libero, non vedo l’ora di andarmene di casa”

Ma tu guarda un po’: non è mai tutto perfetto così com’è. C’è sempre qualcosa che non va bene. E poi ci meravigliamo che non siamo in pace, e continuiamo a cercarla disperatamente da qualche parte – fuori di noi, ovviamente.

Ora, senza fare tanta filosofia, liberarsi dalla necessità di volere le cose “come diciamo noi” piuttosto che accettarle per quello che sono, sarebbe semplicemente un gesto di maturità.

Una maturità dell’anima, prima che della mente.

Queste però potrebbero essere solo belle parole che rimarranno nella lista delle “10 cose buone che devo fare per crescere”, e che non serviranno a nulla se non si passa alla pratica.

Solo metterlo in atto cambierà le cose, ma per farlo occorrerà una trasformazione interiore, ovviamente.

Cerchiamo per un attimo di osservare questa situazione da diversi punti di vista.

Accettare una persona che ci sta “giudicando sbagliati” – ad esempio – ci permette di osservare se ci sono effettivamente quei lati di noi (su cui l’altro punta il dito) che potremmo trasformare per la nostra evoluzione, ma contemporaneamente ci fa osservare il “fastidio” di sentirci giudicati.

Se c’è questo fastidio significa che il giudizio è anche dentro di noi. Notiamo infatti che in quel momento stiamo dicendo: “non va bene che l’altro mi sta giudicando male”. Non stiamo accettando questa situazione.

Allo stesso modo, se la osserviamo dalla parte di chi giudica, potremmo vedere che la persona che stiamo giudicando ci sta facendo notare delle cose che non ci piacciono.
Ma queste cose che non piacciono, sono di quella persona o sono parti di noi che l’altro ci sta facendo vedere bene?

A dire la verità, quando diciamo che ciò che c’è non va bene, pensando che quello che ci è capitato sia ingiusto, forse stiamo dimenticando che l’abbiamo creato noi. E’ come se stessimo dicendo: “quello che ho creato non mi piace”.

Allo stesso modo, quando stiamo giudicando una persona, ricordiamoci che l’abbiamo scelta noi e quindi domandiamoci: “come mai ho scelto proprio questa persona nella mia vita?”.

Il fatto è che nel grande gioco cosmico della vita cadiamo nell’illusione dualistica: bene e male, giusto e sbagliato, felicità e tristezza, luce e buio…

Ma, in fondo, sono semplicemente due parti della stessa medaglia. L’una non potrebbe esistere senza l’altra.

Facciamo allora una cosa saggia: invece di voler cambiare le cose o gli altri, accettiamo ciò che c’è e se vogliamo un cambiamento, iniziamo da noi.

“Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso”.
Tolstoj

Risorse utili

Se hai trovato interessante questo articolo e ti è stato utile, sostieni Visione Olistica con una donazione. Grazie!

CONDIVIDI
Sono un'anima in cammino nella sua esperienza evolutiva, ricercatore indipendente, studioso della mente e dello spirito. In questa vita mi occupo di marketing online e ho unito queste competenze con la passione per la medicina olistica, la spiritualità e l'esoterismo, creando VisioneOlistica.it. Un progetto per condividere e promuovere risorse utili per la ricerca interiore, la crescita personale e spirituale, la medicina naturale e olistica.