La psicologia come studio dell’anima

psicologia

A tutt’oggi la psicologia può essere considerata la base di ogni scienza, dalla filosofia all’esoterismo. In questo articolo parliamo della psicologia come scienza al servizio dell’anima.

Che cos’è la psicologia

Nel dizionario italiano il termine “psicologia” assume tre significati principali:

  1. Studio della psiche sia sotto il profilo filosofico, che sotto quello medico-biologico
  2. Modo di pensare, di sentire, di reagire, caratteristico di un individuo o di una categoria di persone
  3. Capacità di penetrazione e di comprensione dell’animo altrui

Ma perché considerare la psicologia la base di ogni scienza?
Per il semplice fatto che chi fa ricerca nel campo dello scibile è l’uomo che è costituito dalla stessa psiche.

Quindi possiamo definire la psicologia come una disciplina afferente alle scienze sociali, che analizza il comportamento e la mente, attraverso lo studio dei processi psichici, mentali e cognitivi nelle loro componenti consce e inconsce.
Tale studio riguarda i processi cognitivi e psichici dell’individuo, il comportamento umano individuale o di gruppo e i rapporti tra il soggetto e l’ambiente.

Fu Wundt a utilizzare per primo il termine “psicologia” per definire i propri interessi scientifici. Ma lo studioso tedesco non pensò a correlare questo termine con una definizione precisa. Il suo lavoro e quello degli psicologi che lo hanno seguito, ha portato a dare sempre nuovi significati a questo termine che è arrivato ad assumere connotazioni differenti con molte sfaccettature.

Psiche e Anima

Il termine “psicologia” deriva dal termine greco psichè che significa anima, e da logos che significa discorso, parola, studio.

Perciò la definizione di psicologia letteralmente è “studio dell’anima” o “discorso sull’anima”.

Gli antichi intendevano la psicologia come la scienza in grado di individuare le qualità, nonché le problematiche correlate all’anima umana.

Ma cos’è l’anima?

Oggigiorno molte persone, nel proprio cammino di crescita, vengono a contatto con il concetto di anima, ma vediamo meglio di cosa stiamo parlando.

Per i greci ad esempio l’anima assumeva vari significati, da Socrate che intendeva l’anima come la coscienza, la personalità intellettuale e morale dell’uomo, a Platone che considerava l’anima immortale, fino ad Aristotele che la riteneva la struttura funzionante di un corpo che però moriva alla morte fisica.

Originariamente l’anima era considerata espressione dell’essenza di una personalità, intesa come sinonimo di “spirito” o “io”, poi a partire dall’età moderna venne progressivamente identificata maggiormente con la “mente” o la coscienza di un essere umano.

Definizioni a parte, il concetto è che questa parte più profonda di noi è quella che dobbiamo riscoprire e con la quale dovremmo identificarci per poter realizzare il nostro progetto di vita.

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Una psicologia al servizio dell’anima

Oggi assistiamo ad una eccessiva specializzazione della psicologia, per tanto distinguiamo diverse categorie di approcci psicologici con relative figure professionali: dallo psicologo clinico allo psicoterapeuta, dallo psicologo scolastico al neuropsicologo, da quello sociale a quello del lavoro, fino ad arrivare allo psicologo forense, a quello dello sport e al sessuologo.

Non perdiamo però di vista il fatto che la psicologia non è solo quella disciplina che si occupa di risolvere i problemi psicologici dell’uomo, ma soprattutto è la base del lavoro su di sé, volta alla reale conoscenza di ciò che siamo e da dove proveniamo.

Andare da uno psicologo non deve essere necessariamente correlato ad un problema con se stessi o con l’ambiente in cui si vive, ma dettato da un’esigenza più profonda volta alla reale conoscenza di sé e della vita.

In una società che lavora per il benessere dell’individuo, lo psicologo è chiamato ad aiutare ognuno a rispondere alle seguenti domande esistenziali: “Chi sono?” “Perché esisto?” “Qual è il mio rapporto con gli altri?” “Perché siamo qui?” “Qual è lo scopo della mia vita?” “C’è qualcosa dopo la morte?” “Perché non sono felice?” “Perché vorrei essere felice?” “Come posso esserlo?” “Cos’è l’amore?” “Cosa sono i sentimenti?” “Perché soffro per amore?” etc…

Ognuno di noi, in qualche momento della propria vita, si sarà fatto alcune di queste domande, ma molti sono ancora alla ricerca di una risposta.

Tutte le risposte, come direbbe il saggio, sono dentro di noi, ma il problema è che per incontrare se stessi bisogna scoprire la parte profonda che purtroppo è relegata nell’inconscio.

L’inconscio e la selezione della realtà

Tutto il nostro vissuto viene registrato nel nostro inconscio che rappresenta circa il 95% di ciò che siamo. La cattiva notizia, se così possiamo dire, è che in genere ne siamo all’oscuro. Tuttavia la nostra vita è condizionata fortemente da questo e il compito della psicologia è proprio quello di portare luce in questa zona d’ombra per riuscire così a scoprire chi siamo veramente.

Gli schemi, le convinzioni, tutti i nostri paradigmi sono immagazzinati nel nostro inconscio e rappresentano il pilota silenzioso che guida le nostre scelte e seleziona la nostra realtà, della quale poi ci lamentiamo, non capendone profondamente i meccanismi.

A ben vedere, non c’è meglio di uno psicologo per rendere cosciente ciò che è ben celato in noi, ma poiché nella maggior parte dei casi non vi è una mentalità aperta a questo, molti di noi perdono una grande opportunità per comprendere profondamente se stessi.

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Tuttavia, nell’inconscio c’è anche il nostro potenziale, ma non essendone consapevoli non possiamo accedere alle risorse di cui disponiamo, per cui rimane inespresso. Ad esempio, quando vediamo che la legge di attrazione non funziona nella nostra vita, in realtà ci dovremmo chiedere quali programmi inconsci ci stanno condizionando e per quale motivo stiamo attraendo una realtà che non ci piace.

Il lavoro sull’inconscio, quindi, ci permette di liberare un enorme quantità di energia che può essere reinvestita, non solo per realizzare le nostre potenzialità, ma anche per attrarre nella nostra vita ciò che desideriamo e che risuona maggiormente con noi.

Verso una psicologia olistica

Mi preme precisare che lo psicologo non è una specie di guru o un maestro in grado di fornire risposte alle domande esistenziali dell’uomo, ma una persona che fa, innanzitutto, un lavoro su se stessa.

Detto questo, la psicologia, secondo me, dovrebbe essere al servizio delle altre scienze umanistiche e della medicina olistica, indagando anche i campi dell’esoterismo, ampliando così la ricerca non solo nel campo del visibile, ma anche dell’invisibile.

Da qui può nascere la possibilità di espandere le potenzialità umane ed aprirsi alla reale conoscenza di sé, al di là dei dogmi e delle sovrastrutture individuali e sociali.

La psicologia olistica, così, indaga le cause del malessere psichico collegate all’anima, alla luce del karma, oltre che del progetto di vita della persona.

Il superamento della scissione interna dell’uomo (tra parte cosciente e inconscio) si realizza proprio attraverso la lettura dell’anima che si incarna con un preciso scopo.

Anche la malattia, dal punto di vista mentale e fisico, viene vista come l’allontanamento dal proprio progetto di vita e ogni disagio quindi si scioglie nel momento in cui ognuno di noi entra in contatto con la propria essenza divina.

“Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e lo chiamerai destino”. – C.G.Jung

Risorse utili

L'Io e l'Inconscio L’Io e l’Inconscio
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Laura Maio
Psicologa olistica. Esperta in discipline bio-naturali e tecniche psico-corporee. Terapeuta del suono formata presso il Centro de Terapia de Sonido y Estudios Armonicos di Albert Rabenstein a Buenos Aires.