Superare il tradimento: riconoscere e guarire la ferita

La ferita del tradimento

Si può tradire qualcuno o subire un tradimento in tanti modi, in entrambi i casi si crea una ferita molto profonda dentro di noi.
In questo articolo analizziamo profondamente il tradimento dal punto di vista psicologico e cerchiamo di capire come superarlo, grazie gli insegnamenti di Lise Boubeau.

Il complesso di Edipo

La ferita del tradimento si risveglia fra i due o i quattro anni, nel momento in cui si sviluppa l’energia sessuale, generando il cosiddetto “complesso di Edipo”. E’ una ferita infatti che viene vissuta con il genitore del sesso opposto.

L’anima che si incarna per guarire questa ferita, sceglierà il genitore di sesso opposto creando con lui o lei un forte legame d’amore e una grande attrazione reciproca che genererà a sua volta un forte complesso di Edipo.

Secondo Sigmund Freud, lo psicanalista che teorizzò il complesso di Edipo, tutti viviamo questo complesso ma a gradi diversi.

Il bambino tra i due e i sei anni, infatti, si innamora del genitore di sesso opposto al suo o della persona che svolge questo ruolo.
Facciamo l’esempio del bambino maschio: secondo questa teoria è naturale che fin dalla nascita il piccolo sia empatico con la madre. Se la madre a sua volta soddisfa tutti i  capricci del figlio, il bambino comincerà a credere di poter sostituire il padre e di essere in grado di sostituirsi a lui per rendere felice la madre.

Superare tale complesso significa che ogni bambino deve riuscire a riconoscere che il padre esiste e che lui è il frutto dell’unione della madre con suo padre.
Il ruolo della madre, affinché il bambino superi il complesso d’Edipo, è proprio quello di far sentire al figlio che il padre esiste e che è importante quanto lei.

Non appena il bambino incomincia a rendersi conto che c’è stata un’unione tra i due sessi per concepirlo, sviluppa interesse per il sesso opposto. Se questo non avviene, il bambino non passerà alla fase edipica, essenziale al suo sviluppo, e ciò determinerà una crescita malsana dal punto di vista psicologico e sessuale.

Purtroppo, quasi sempre il complesso di Edipo è vissuto male perché la madre è troppo possessiva nei riguardi del figlio e il padre nei riguardi della figlia.
A sua volta il bambino sviluppa un attaccamento eccessivo per il genitore di sesso opposto, che intaccherà, in una fase successiva, le relazioni affettive e sessuali che cercherà di costruire.

Con questo tipo di genitori, il bambino è incline a sentire che essi hanno bisogno di lui e soprattutto desidera che il genitore di cui è innamorato stia bene. Pertanto cercherà in tutti i modi di essere speciale per quest’ultimo, non rendendosi conto di fare delle cose per essere gratificato dal primato affettivo con quel genitore.

Il bambino si sente tradito dal genitore di sesso opposto ogni volta che questi non mantiene una promessa o ogni volta che tradisce la sua fiducia. Vive il tradimento soprattutto nella sua connessione amorosa o sessuale. Quando il bambino comincia a vivere esperienze di tradimento, si crea una maschera di protezione: in questo caso è quella del “controllore”.

La ferita del tradimento si può vivere anche con il genitore dello stesso sesso, ma sono casi piuttosto rari.

Il ruolo del “controllore”

Il controllore esercita questo ruolo per accertarsi di mantenere i propri impegni, per essere fedele e responsabile e per accertarsi che siano gli altri a mantenere i loro impegni.

Dal momento che ha difficoltà ad accettare una qualsiasi forma di tradimento che provenga da se stesso o da altri, fa tutto quello che può per diventare una persona responsabile, forte, speciale e importante.

Quasi sempre non è consapevole di quante volte tradisce se stesso o qualcun’altro. Se è consapevole di aver tradito qualcuno (per esempio non mantenendo una promessa) avanza ogni sorta di scusa, e spesso ricorre alla menzogna per scagionarsi.

E’ bene ricordarsi che ogni ferita è presente per rammentarci che se gli altri ci fanno soffrire è perché anche noi lo facciamo nei loro confronti o nei confronti di noi stessi.

Il controllore è accompagnato da enormi aspettative verso gli altri, perché la persona vuole prevedere tutto in modo da verificare se gli altri fanno quello che devono fare e se egli può fidarsi di loro. Inoltre, fa del suo meglio per non mettersi in situazioni di confronto in cui perderebbe il controllo.

Il controllore quando si trova con persone che ritiene più rapide e forti, si ritirerà per paura di non riuscire a tener loro testa.
Ha anche paura dell’impegno, e questo gli deriva da una paura ancora maggiore: la paura del disimpegno. Crede che non mantenere la parola e disimpegnarsi sia sinonimo di tradimento.

Si crede quindi obbligato a mantenere le promesse e se assume troppi impegni si sentirà in prigione.
Piuttosto che doversi poi disimpegnare preferisce non impegnarsi affatto.

Molti di quelli che soffrono di tradimento hanno sofferto perché il genitore del sesso opposto non ha mantenuto la parola, in base alle aspettative del “genitore ideale” che il bambino si era creato.

Quindi, ne deriva un comportamento diffidente nei confronti del mondo circostante.
Se il controllore ha paura di impegnarsi è anche perché ha molta paura della separazione, il che lo induce ad attrarre relazioni amorose in cui il partner non è libero di impegnarsi.

E’ un buon modo per non accorgersi che sono loro stessi a non volersi impegnare.
Va precisato che al ferita da ABBANDONO si sviluppa prima di quella del tradimento nella maggior parte dei controllori.

E’ facile immaginare che il bambino piccolo, sentendosi abbandonato e non ricevendo abbastanza attenzioni, decide di sedurre il genitore di sesso opposto per attrarre la sua attenzione.
Il bambino si convince di essere così buono e adorabile che il genitore deve per forza occuparsene in modo speciale.

Più cerca di tenere sotto controllo il genitore con questo atteggiamento, maggiori sono le sue aspettative. Quando esse non si concretizzano ecco che vive il tradimento.
Diventa allora sempre più controllore, indossando una corazza di forza e credendo in questo modo che non soffrirà per il tradimento o per un possibile abbandono.

Una persona può soffrire per l’abbandono senza necessariamente soffrire di tradimento, mentre quella che soffre di tradimento soffre anche di abbandono.

Un’altra caratteristica del controllore è la sua grande difficoltà nel fare una scelta quando crede che essa possa fargli perdere qualcosa, perché allora non avrà più il controllo della situazione.

La sua difficoltà si manifesta anche sul lavoro: se è a capo di un’azienda può spingersi fino a mettersi in situazioni difficili (ad esempio in grosso indebitamento), prima di confessare a se stesso che non può più andare avanti.

Un’altra paura del controllore è il rinnegamento, perché per lui venire rinnegato significa essere tradito. Non si rende conto però di quanto spesso sia lui stesso a rinnegare gli altri eliminandoli dalla sua vita. Ad esempio, rifiuterà di offrire una seconda occasione ad una persona nella quale ha perso fiducia.

Dal momento che il controllore è un seduttore, la sua vita sessuale spesso non sarà soddisfacente se non in seguito ad una seduzione e all’instaurarsi di relazioni passionali.
Quando la passione comincia a spegnersi da parte sua, trova un sistema affinché l’idea di interrompere la relazione venga all’altro, in modo da non essere accusato di tradimento.

Per quanto riguarda le malattie più facilmente osservabili nel controllore, notiamo:

  • agorafobia per la paura degli spazi aperti
  • disturbi che riguardano il controllo, ad esempio i problemi collegati alle articolazioni del corpo e soprattutto alle ginocchia
  • malattie che riguardano la perdita di controllo di parti del corpo, come emorragie, impotenza sessuale, diarrea etc
  • paralisi, quando si vede costretto in una situazione di totale impotenza
  • problemi all’apparato digerente, soprattutto al fegato e allo stomaco
  • herpes labiale, un’affezione che si manifesta quando, consciamente o inconsciamente, accusa l’altro sesso di essere disgustoso

E’ importante rendersi conto che il genitore di sesso opposto con il quale si vive questa ferita, ha vissuto egli stesso questa ferita con il proprio genitore di sesso opposto.
Ad ogni modo, la causa principale di una ferita proviene dall’incapacità di perdonarsi quello che si fa a se stessi o che si è fatto subire agli altri.

Rimproveriamo agli altri tutto ciò che noi stessi facciamo, e che non vogliamo vedere. Per questo attiriamo a noi persone che ci mostrano che cosa facciamo agli altri o a noi stessi.

Superare il tradimento: guarire la ferita

Per superare un tradimento è necessario guarire la ferita, iniziando col riconoscerla e accettarla.

Accettare significa guardarla, osservarla, sapendo che il fatto di avere ancora qualcosa da risolvere fa parte dell’esperienza dell’essere umano.

Essere stato capace di crearsi una maschera per non soffrire, è stato un atto eroico che ti ha aiutato a sopravvivere e ad adattarti all’ambiente familiare che ti sei scelto prima di incarnarti.

La vera ragione per cui nasciamo in una data famiglia, o per la quale siamo attratti da persone che hanno la nostra stessa ferita, è che all’inizio ci piace l’idea che gli altri siano come noi.

Così facendo, non ci riteniamo poi tanto sbagliati. Dopo un po’ però cominciamo a trovare dei difetti negli altri e non li accettiamo più per come sono.

Crediamo di dover cambiare, mentre in realtà ciò che va fatto è guarire.
Ecco perché conoscere le nostre ferite ci fa bene: ci consente di guarire invece di dover cambiare.

Più rimandiamo la risoluzione delle ferite, più queste si aggravano.

Tutte le volte che viviamo una situazione che risveglia e riattiva una ferita, l’approfondiamo un altro po’. Più si aggrava, più avremmo paura di toccarla e questo diventerà un circolo vizioso.

Il vantaggio nel riconoscere le proprie ferite, sta nel fatto che finalmente guardiamo nel posto giusto.

Nel momento in cui te ne rendi conto, sii felice di essertene accorto e ringrazia la situazione o la persona che ha messo il dito sulla piaga, in quanto ti permette di vedere come non sia ancora guarita.

Se non altro, ora ne sei consapevole. Ti consentirai allora il diritto di essere umano.

E’ importante, soprattutto, che tu ti conceda il tempo necessario per la guarigione.

Quando riuscirai a dirti ogni volta: “Ecco ho indossato questa maschera ed è per questa ragione che ho reagito in questo modo”, la guarigione sarà a buon punto.

Inoltre, indossiamo una maschera non soltanto tutte le volte che abbiamo paura di vivere una ferita con qualcun altro, ma anche tutte le volte che temiamo di accorgerci che siamo noi a far vivere agli altri una ferita.

Il motivo per cui adottiamo un comportamento che non corrisponde a ciò che siamo e diventiamo un’altra persona, è sempre dettato dal bisogno di essere amati o per paura di perdere l’amore altrui.

Dal momento che il comportamento dettato dalla maschera ci richiede un certo sforzo, in seguito avremo aspettative nei confronti degli altri.

La fonte del nostro benessere è in ciò che siamo, in ciò che facciamo, e non nei complimenti, nella gratitudine, nei riconoscimenti provenienti dagli altri.

Non dimentichiamo però che il nostro ego può giocare brutti “tiri” pur di non prendere coscienza di queste ferite. L’ego è convinto che quando l’essere umano ne prende coscienza e le elimina, gli verranno a mancare delle protezioni e quindi soffrirà.

Guariamo le nostre ferite attraverso l’accettazione, offrendo loro amore incondizionato, invece di volere a tutti i costi che spariscano.

Ti è mai capitato di essere così impaziente di far scomparire un brufolo, tanto da stuzzicarlo  continuamente? Che cosa è successo? Il brufolo è rimasto ancora più a lungo.

Amare una ferita o amare i propri brufoli, significa accettare che sei tu a creare tutto questo per un preciso motivo e allo scopo di aiutare te stesso.

Invece di voler far scomparire i brufoli, “usali” per prendere coscienza di un aspetto di te che ti ostini a non vedere.

Adottando questo nuovo atteggiamento non vedrai più i brufoli allo stesso modo! Anzi, potresti addirittura esserne grato.

Se scegli di vivere tale esperienza adottando un atteggiamento mentale di questo genere, è certo che i brufoli scompariranno molto più in fretta, in quanto saranno riconosciuti per la loro utilità.

Ricapitolando:

  • La prima tappa è prendere coscienza della maschera che indossi.
  • La seconda tappa è smettere di accusare gli altri e accettare la propria responsabilità nell’indossare la maschera.
  • La terza tappa è quella in cui ti concedi di aver sofferto, accetti di aver provato risentimento per uno dei tuoi genitori o per entrambi. Nel sentire la sofferenza che il bambino dentro di te ha vissuto, più avrai compassione per lui, più questa fase sarà vissuta in profondità.
  • La quarta tappa è quella in cui tornerai ad essere te stesso, in cui cesserai di aver ancora bisogno di indossare una maschera per proteggerti.
    Questo si chiama amore per se stessi.

L’amore ha un grande potere terapeutico. Ricorda che amare te stesso significa concederti di essere così come sei.
La vita è meravigliosa e perfetta!

Questo articolo è tratto dal libro “Le 5 ferite e come guarirle” di Lise Boubeau.

Risorse utili

Le 5 Ferite e Come Guarirle Le 5 Ferite e Come Guarirle
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Le 5 Ferite: Vol. II - Nuove Chiavi di Guarigione Le 5 Ferite: Vol. II – Nuove Chiavi di Guarigione
Accorgersi quando una ferita è attiva – Il ruolo dell’ego – Una straordinaria casistica
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Laura Maio
Psicologa olistica. Esperta in discipline bio-naturali e tecniche psico-corporee. Terapeuta del suono formata presso il Centro de Terapia de Sonido y Estudios Armonicos di Albert Rabenstein a Buenos Aires.

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