Il libro tibetano dei morti: una guida per l’aldilà

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In questo articolo parliamo del Bardo Thodol, il libro tibetano dei morti, per indagare quando si muore cosa succede all’anima che lascia il corpo.

Premessa

Ho sentito spesso dire: “io non credo alla vite precedenti e alla reincarnazione!”
Con tutto il rispetto, non si tratta di credere ma di diventarne consapevoli e di farne esperienza.

Io non credo di essere un’anima, io so di essere un’anima.

Molti credono che l’aldilà sia una condizione o un luogo permanente (tipo paradiso o inferno), altri invece pensano che non ci sia nulla nell’aldilà, così come credono che la vita sia solo una.

Tuttavia, sia le antiche tradizioni spirituali, che i casi di OBE (esperienze fuori dal corpo), di premorte o di viaggi astrali vissute da molte persone comuni, ci raccontano un altro scenario.

Se sei ancora confuso sull’argomento, puoi leggere alcuni articoli sulle leggi spirituali che sottendono la vita (come la legge del Karma), che magari possono aprirti ad una prospettiva più ampia.

Se invece già sei consapevole di essere un’anima eterna e ti stai domandando cosa succede quando si muore, allora gli insegnamenti del libro tibetano dei morti possono rispondere alle tue domande.

Il Bardo Thodol

Il Bardo Thodol fu scritto dal maestro Padma Sambhava e chiamato poi “Il libro tibetano dei morti” nelle traduzioni occidentali.

Questo libro racchiude gli antichi insegnamenti spirituali che descrivono il passaggio intermedio tra una vita ed un’altra, chiamato appunto bardo.

E’ un vero e proprio manuale pratico per il viaggio “senza corpo” che contiene una saggezza universale e, allo stesso tempo, è uno strumento per comprendere la vita e conquistare la vera libertà.

Una guida per l’aldilà che ci svela i misteri della vita dopo la morte.

Il testo del Bardo Thodol viene recitato dai monaci tibetani al capezzale del caro estinto per accompagnarlo nel suo viaggio che prosegue nelle dimensioni più sottili ed aiutarlo nel momento del trapasso.

Lo scopo è tranquillizzare l’anima che sta per affrontare questo viaggio nell’aldilà e fornirgli istruzioni pratiche per attraversare il bardo e andare incontro alla “Chiara Luce”.

Il libro infatti spiega che è possibile “sfruttare” questo momento di transizione per dissolversi definitivamente nella Luce e uscire dal ciclo infinito di reincarnazione.

Ma ora vediamo meglio cosa succede nel bardo.

Il viaggio dell’anima nel bardo

Quando si muore, l’anima lascia il corpo e gradualmente la coscienza si ritira dal corpo fisico; in questo lasso di tempo si passa attraverso il bardo.
Il viaggio descritto nel bardo dura 49 giorni nell’aldilà ed ogni tappa sarà una prova che determinerà come sarà la prossima vita.

Una volta lasciato il corpo, l’anima entra in questa dimensione sottile nella quale si incontrano angeli e demoni, ma che in realtà sono solo proiezioni mentali.
Infatti, tutti gli aspetti irrisolti in questa vita non si dissolvono al momento della morte e diventano i demoni che incontriamo nell’aldilà, che appunto rappresentano solo le proiezioni dei nostri demoni interiori.

La morte e il passaggio nell’aldilà non è un corso accelerato di illuminazione, non è un modo veloce per risolvere ciò che non abbiamo risolto nell’aldiquà. (Cit.)

Per cui lo scopo dell’anima in transito è quello di rimanere consapevole e non essere sedotta ne spaventata dalle proiezioni mentali durante il viaggio.
Se in questa fase si riesce a rimanere consapevoli, secondo la tradizione del buddismo tibetano, vi è la possibilità di liberarsi dal ciclo ininterrotto di vita, morte e reincarnazione, dissolvendosi nella cosiddetta “Chiara Luce”.

Per questo motivo, durante le cerimonie funebri viene recitato il Bardo Thodol, affinchè si possa stabilire un “contatto” con il defunto per poterlo assistere ed aiutare in questo delicato e importante passaggio.

Se l’anima non vorrà o non riuscirà a ritornare alla Luce, all’Uno o a Dio (chiamalo come vuoi), si reincarnerà scegliendo la famiglia e le condizioni ideali per continuare il suo percorso di evoluzione come essere umano.

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“Ora sii silenzioso. Lascia questa vita cosciente. Invece che sia la morte a portartela via, lasciala andare, non essere sconfitto dalla morte, non lottare. Semplicemente lascia andare tutti i tuoi attaccamenti. Questo mondo e questa vita sono finiti per te.

Non c’è alcun senso nell’aggrapparsi ad essi, se ti aggrappi lotterai con la morte. Non puoi vincere e così mancherai una possibilità molto significativa. Di tua volontà, semplicemente lascia andare ogni cosa. Rilassati e accetta la morte senza alcun antagonismo, come il culmine della vita, come un fenomeno naturale. Nulla finisce.
Rimani cosciente e osserva ciò che sta accadendo – il corpo inizia a diventare sempre più distante da te, la mente inizia a cadere a pezzi, così come uno specchio che cade e si frantuma, le tue emozioni, sentimenti, umori, ogni cosa che ha composto la tua vita, inizierà a scomparire…”

Come ricordare le vite precedenti?

Forse ora ti starai domandando: “Ok, ma sarà vero tutto questo?”
La domanda che molti si fanno è: “Come posso ricordare le vite precedenti?”

Alcune persone hanno la fortuna di ricordare le vite passate, già da bambini ma anche da adulti, attraverso un percorso spirituale, o dopo un trauma o in modo naturale.

Tuttavia, se non abbiamo questo privilegio, come possiamo fare per ricordarci?
Esistono alcune pratiche e tecniche specifiche che possono aiutarci a rivivere alcune vite passate, su tutte l’ipnosi regressiva o anche la regressione senza ipnosi.

Attraverso queste tecniche di regressione è possibile rivivere alcune esperienze di vite precedenti che, da una parte, ci possono aiutare a risolvere specifici aspetti della nostra vita attuale, dall’altra ci aprono sicuramente ad una dimensione spirituale più profonda.

Sono stati scritti molti libri sull’argomento da parte di psicologi ed esperti di regressione; per approfondire l’argomento puoi leggere l’articolo “La vita tra le vite: cosa succede dopo la morte” tratto dagli studi del Dr. Newton che ha riassunto più di quarant’anni di ricerche sulle vite precedenti attraverso l’ipnosi regressiva.

Risorse utili

Sono state stampate molte versioni del libro tibetano dei morti da molti autori. Ecco una selezioni tra i migliori libri.

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Sono un'anima in cammino nella sua esperienza evolutiva, ricercatore indipendente, studioso della mente e dello spirito. In questa vita mi occupo di marketing online e ho unito queste competenze con la passione per la medicina olistica, la spiritualità e l'esoterismo in questo progetto, che ha lo scopo di condividere e promuovere risorse utili per la ricerca interiore, la crescita personale e il benessere psico-fisico.

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