Il digiuno terapeutico: purificazione fisica e spirituale

digiuno

In questo articolo parliamo del digiuno terapeutico e degli incredibili benefici che possiamo ottenere per il corpo, la mente e l’anima.

Negli anni sono stati fatti moltissimi studi in tutto il mondo sul digiuno terapeutico, che hanno evidenziato come questa pratica effettivamente abbia effetti positivi su molte patologie e nel miglioramento dello stato di salute generale.

Il digiuno nelle religioni

La parola penitenza deriva dal latino poenitentia ed è un modo per chiedere perdono a Dio in caso di peccato. In tutte le religioni questo tentativo dell’uomo di chiedere “scusa” viene rappresentato con feste e riti. Il rito del digiuno, la purificazione e il sacrificio sono elementi fondamentali.

Nel Buddhismo i fedeli sono chiamati a pregare in silenzio davanti alla statua di Buddha e a pentirsi delle loro colpe. L’Induismo prevede riti di purificazione quali immersioni nei fiumi dei luoghi sacri, in quanto l’acqua santa di quei luoghi ha il potere di cancellare i peccati.

La religione ebraica celebra con la festa dell’Espiazione, il perdono concesso da Dio al popolo di Israele che aveva peccato costruendo il vitello d’oro.  Questa solennità è molto importante per gli ebrei e in questo giorno essi confessano a Dio le loro colpe e invocano il suo perdono digiunando.

Il Corano menziona il digiuno della parola praticata da Zaccaria e Maria la Vergine dopo la nascita successiva di Giovanni Battista e Gesù Cristo.

Il digiuno è praticato anche con fervore in diverse religioni mondiali. Tutti ricordiamo del digiuno radicale del Mahatma Ghandi durante le stragi che hanno accompagnato la separazione del Pakistan dall’India.

L’Islam considera il digiuno uno dei cinque pilastri fondamentali della fede. Per il musulmano il digiuno dura per l’intero mese di Ramadan dal sorgere del sole al tramonto ed è obbligatorio;è un mese di purificazione. Il digiuno è un modo per ricordare Dio e per stabilire l’equilibrio tra il corpo e lo spirito.

Con il digiuno, secondo molti religiosi, si può provare a sentire una volta quello che sentono i poveri, gli oppressi, gli affamati ogni giorno e forse per tutta la loro vita. Il digiuno può diventare rinuncia e denuncia, testimonianza e solidarietà.

Digiunando simbolicamente insieme con quelli che sono condannati alla fame e la sete, costretti di soffrire della malnutrizione e le malattie, e vivere senza letto né tetto.

Secondo alcuni religiosi il digiuno può insegnare a dire “No”, a liberarsi dalla prigione della quotidianità e dell’abitudine; può aiutare a liberare dalle piccole cose che diventano indispensabili con l’abitudine. – NdR: e questo è quello che riteniamo più saggio! –

Siamo ormai abituati a vedere, bevendo il caffé mattutino, la gente muore sugli schermi televisivi; a sentire le brutte notizie con un’indifferenza complice, perché trattano degli altri diversi e lontani, che muoiono senza rumore né odore, una morte che sembra ormai virtuale e hollywoodiana.

Digiunare per alcuni credenti significa ribellarsi contro le notizie confezionate e le risposte prêt-a-porter ed essere se stessi nella propria fede. Per altri il digiuno è un atto d’anti-consumismo per natura. Il consumismo viene visto come rischio di consumare la nostra dignità umana, riducendo il nostro essere ad un tubo digestivo, e la nostra intelligenza ad un riflesso condizionato. I gesti simbolici da soli non cambiano la storia, ma essendo concreti possono creare la condizione interna del cambiamento: “Dio non cambia la condizione di un popolo, se questo prima non cambia ciò che ha in cuore”.

Il digiuno del Ramadan prevede che per tutta la durata del mese lunare dalla prima luce dell’alba al tramonto ci si astenga dal cibo, dalle bevande e da molte altre attività. Il suo significato non è esclusivamente religioso, ma deriva in parte da pratiche alimentari connesse alla zona geografica dove nacque. Anche Cristianesimo ed Ebraismo reputano fondamentale il concetto di digiuno come tappa del cammino spirituale dei credenti.

Perché digiunare

Principalmente si pratica il digiuno per questi motivi:

– la prevenzione e l’autoguarigione di malattie acute e croniche;

disintossicarsi;

purificare il corpo e l’anima;

dimagrire in modo fisiologico, raggiungere la forma fisica migliore;

ridurre l’età biologica;

rinforzare il sistema immunitario;

smettere di fumare;

– la ricerca interiore.

A livello medico il digiuno è l’unico vero mezzo che la natura utilizza per liberare il corpo dai tessuti malati, dagli eccessi alimentari e dagli accumuli di scorie e tossine.

In ogni organismo vivente il cibo, dopo essere stato digerito, viene assimilato dalle cellule che eliminano in seguito le scorie metaboliche. Molte sono le energie che il nostro corpo impegna per la digestione e l’assimilazione: se si mangia in continuazione il nostro organismo ha poche energie a disposizione per eliminare tutte le scorie prodotte dall’attività catabolica e digestiva ed esse si accumulano e producono tossiemia.

Durante il digiuno cessando la digestione e acquietandosi la mente, tutta l’energia dell’organismo viene utilizzata per lo smaltimento delle tossine.

Gli effetti del digiuno terapeutico in breve sono:

  • Il riposo dell’apparato digerente: l’apparato digerente si normalizza e migliora la funzionalità digestiva.
  • Il risparmio energetico: il risparmio energetico permette un aumento dei processi depurativi.
  • L’autolisi: si ringiovaniscono i tessuti, si guarisce e rigenera l’organismo.
  • Gli effetti psichici: diminuisce l’attività di continua intossicazione emotivo/psicologica.

Il digiuno comporta una sorta di “deprivazione sensoriale” perché vengono a mancare le molteplici stimolazioni indotte dalla assunzione del cibo, che stimola più volte durante il giorno i sensi della vista dell’olfatto, del gusto durante i pasti.

Il cibo non solo stimola i sensi, ma agisce modificando le sensazioni della fame e della sazietà ed è all’origine di una continua catena di sensazioni interne connesse con la digestione, l’assimilazione, la metabolizzazione, l’evacuazione. Tutte queste funzioni fisiologiche vengono infatti profondamente modificate dal digiuno, tanto è vero che si instaurano dei profondi cambiamenti anche a livello biochimico, e in modo particolare a livello cerebrale: cambia la totalità dell’ambiente interno e con esso la cenestesi, la percezione abituale della totalità del proprio corpo.

I processi della guarigione nel digiuno

Digiunare rende possibile la guarigione attraverso varie modalità, tra cui di solito viene ricordata soltanto l’eliminazione delle tossine determinata dall’intensificazione dell’attività degli emuntori. Ma ancora più importanti sono altri processi fisiologici che sono correlati al digiunare, come l’eliminazione dei tessuti invecchiati, in eccesso o degenerati.

Durante i primi giorni del digiuno e qualche volta a digiuno inoltrato si possono avvertire dei malesseri e dei disturbi interpretati come crisi dovute a eliminazione delle tossine.

Queste crisi sono fisiologiche ed estremamente positive: l’organismo riprende le malattie del passato e disintossica gli organi interessati, vi è una rivisitazione a ritroso delle malattie vissute dal paziente che inizia con le patologie più recenti per arrivare a quelle della prima infanzia.

Digiunando il corpo utilizza per le necessità metaboliche ed energetiche le sue riserve e la materia organica dei suoi tessuti: l’organismo vivente diventa autofago, si nutre cioè soltanto di se stesso.

Pertanto i tessuti sovrabbondanti, invecchiati, degenerati, vengono eliminati e grazie al loro consumo vengono nutrite le cellule, i tessuti e gli organi vitali che non possono perdere materiale organico, come il sistema nervoso, il cuore, ecc. Per questo digiunare vuol dire rigenerarsi: alla fine del digiuno il corpo avrà cellule e tessuti più giovani e sani.

Il digiuno non è una dieta e non serve a dimagrire, ma allo stesso tempo è anche il miglior modo per dimagrire! Chi pensa che digiunare possa far ritrovare in breve una forma splendida ha perfettamente ragione; chi pensa però che questi risultati possano mantenersi nel tempo senza modificare i propri errori alimentari, sbaglia di grosso.

Metodo e consigli per il digiuno

Il digiuno aiuta a liberare tensioni psicologiche che è importante poter gestire tranquillamente durante una pratica come questa. Per cui è bene che il digiuno sia fatto in un ambiente calmo, tranquillo e senza tensioni. Durante la terapia del digiuno si diventa sensibili a tutte le influenze esterne poiché, non potendosi più nutrire di cibo materiale, ci si nutre di emozioni e di tutto ciò che l’ambiente offre.

Il periodo migliore per digiunare è quello caldo, dalla primavera all’autunno visto che non siamo quasi mai obbligati a prendere farmaci per malattie di stagione. Ovviamente è bene sapere che non si fuma, né si beve caffé durante i digiuni, ne si fa uso di cacao o altri the o tisane.

Il digiuno è una pratica semplice e anche piacevole ma prima di intraprenderlo da soli è meglio studiare a fondo l’argomento. E’ bene infatti che i digiuni auto gestiti non durino più di due o tre giorni e solo dopo aver bene studiato con un medico o un esperto sia la preparazione che la rialimentazione.
I digiuni usati come mezzo per recuperare la salute in genere durano dai sette ai quaranta giorni, salvo le diverse valutazioni del singolo caso.

Alcuni consigli pratici possono essere:

1) Scegliere un periodo tranquillo almeno doppio dei giorni di digiuno.
Durante questo periodo è assolutamente sconsigliato di lavorare normalmente per non disperdere energie. L’ideale è dormire il più possibile per dare l’opportunità al nostro organismo di curare al meglio le parti di noi che lo necessitano.

2) Prepararsi fisicamente e psicologicamente con diversi mesi di anticipo con un esperto.
Non necessariamente un medico, ma sicuramente è bene affidarsi ad una persona che abbia seguito centinaia di digiuni.

3) Diminuire con gradualità la propria alimentazione.
Negli ultimi giorni che precedono il digiuno si dovrà diminuire gradatamente, la quantità di cibo, passando, soprattutto, da cibi solidi a liquidi, fino ad assumere esclusivamente frutta fresca centrifugata nelle ultime ore.

4) Osservate almeno tre giorni di digiuno completo.
Bere solo acqua quanto l’organismo la richiede, durante tutto il giorno e la notte. Il vero digiuno non comprende bevande o tisane di alcuna sorta.

5) Attenzione alla ripresa: è il momento più delicato.
Riprendete ad assumere cibo passando con gradualità da liquidi ai solidi facendo molta attenzione alla qualità del cibo ingerito. Una buona ripresa alimentare deve avere come minimo la stessa durata del digiuno intrapreso. Una cattiva ripresa alimentare pregiudica i risultati ottenuti e può avere effetti nefasti sulla salute.

La ripresa va fatta lentamente per riabituare gradatamente l’organismo al cibo. La rialimentazione è la fase più delicata del digiuno ed è anche quella che viene più sottovalutata. L’appetito ritorna velocemente e specialmente nei primi giorni questa fame deve essere ben gestita per non pregiudicare tutto il lavoro svolto.


Tratto da “Il Digiuno come strumento di purificazione fisica e spirituale” di Alberto Vitale

Risorse utili

Il Grande Libro del Digiuno Il Grande Libro del Digiuno

Rüdiger DahlkeCompralo su il Giardino dei Libri
Guida Completa al Digiuno Intermittente Guida Completa al Digiuno Intermittente
Le ricerche più avanzate per riscoprire uno dei “segreti” più antichi al mondo…
Jason FungCompralo su il Giardino dei Libri
La Terapia del Digiuno
Uno straordinario rimedio naturale per disintossicarsi e ringiovanire
€ 11,90
Il Digiuno Felice
Il segreto per essere più belli e più sani
€ 19,90

Se hai trovato interessante questo articolo e ti è stato utile, sostieni Visione Olistica con una donazione. Grazie!

Avatar
Sono un'anima in cammino nella sua esperienza evolutiva, ricercatore indipendente, studioso della mente e dello spirito. In questa vita mi occupo di marketing online e ho unito queste competenze con la passione per la medicina olistica, la spiritualità e l'esoterismo in questo progetto, che ha lo scopo di condividere e promuovere risorse utili per la ricerca interiore, la crescita personale e il benessere psico-fisico.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here