I rimedi naturali per curare le emozioni

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In questo articolo vorrei parlarvi dei rimedi utilizzati dalla medicina naturale che possono aiutarci ad entrare in contatto con le nostre emozioni e a trasformarle.

Conoscere se stessi attraverso ciò che si prova, senza giudizio e con profonda accettazione, non è sempre un processo automatico.

La tendenza comune è quella di passare da un pensiero all’altro, senza entrare in contatto con noi stessi e con le nostre emozioni.

Questo processo automatico ci porta a vivere superficialmente e soprattutto a non renderci conto se stiamo davvero percorrendo la strada giusta, e questo vale per ogni ambito della nostra vita.

La strada giusta è quella in linea con il nostro sé superiore, che sa esattamente di quali esperienze abbiamo bisogno per evolvere.

Seguire le istruzioni del sé superiore spesso, ci mette nella condizione di rivivere delle emozioni collegate ad esperienze che abbiamo incontrato in infanzia e che non abbiamo pianamente integrato e trasformato: per questo si ripresentano ciclicamente nella nostra vita.

Abbiamo la tendenza a giudicare il tipo di emozione come positiva o negativa, e questo è un altro aspetto da rivedere, nell’ottica della piena accettazione di cui parlavamo all’inizio.

I rimedi naturali per curare le emozioni

Ora vediamo i rimedi utilizzati dalla medicina naturale che possono aiutarci ad entrare in contatto con le nostre emozioni e a trasformarle.

Occupandomi di produzioni erboristiche ho sperimentato l’efficacia riscontrata nell’applicazione locale su punti specifici del corpo di quelli che vengono comunemente definiti “oleoliti”.

L’olio di origine vegetale è un potentissimo vettore che trasmette a livello cutaneo e quindi di riflesso al circolo ematico le informazioni contenute nella pianta medicinale che abbiamo scelto come “guida”.

Scegliere una pianta come “guida” significa scegliere di ricevere un’informazione vera: ciò spiega il motivo per cui, molto spesso, subito dopo aver applicato un olio, è possibile che si manifesti un disequilibrio, che riesce finalmente a venire in superficie per liberarci.

Ciò che si manifesta in superficie non è altro che un blocco interno associato ad un’emozione.

Una volta innescato questo processo di liberazione, potremmo sperimentare anche sensazioni piacevoli, che nascono in ogni caso, sempre da un processo di pulizia e purificazione.

Nella preparazione degli oli, è fondamentale identificare il motivo per cui abbiamo deciso di chiedere aiuto alla pianta.

Il resto del lavoro, verrà svolto in maniera esemplare proprio dalla pianta scelta e da noi che avremo deciso di iniziare un percorso di guarigione profonda.

Affidarsi allo spirito guida di una pianta non significa essere superstiziosi o credere in qualcosa che non esiste, ma rappresenta il modo per riscoprire un contatto più consapevole con noi stessi, per iniziare a ripristinare il dialogo con il nostro maestro interiore.

È normale avere paura di sentire certe emozioni che avvertiamo come destabilizzanti, ma questa può essere la via di accesso ad infinite possibilità.

Le mie 3 “guide”

Vorrei a questo punto citare le tre piante che sono state per me delle guide esemplari, grazie alle quali, ho potuto sperimentare su me stessa la forza guaritrice della verità.

La lavanda

La lavanda è sicuramente la regina della purificazione, che lavora affinché tutto ciò che crea tensione e disarmonia, possa essere portato a livello di coscienza, accettato ed trasformato.

L’alloro

L’alloro è l’emblema della forza guaritrice paterna, che riporta la nostra attenzione sulla luce interna, in modo che venga ristorata ed amplificata.

Il rosmarino

Il rosmarino esprime la gioiosa vitalità del nostro bambino interiore, che vuole essere  avvolto e incoraggiato a muovere i primi passi verso la propria rinascita.

Come scegliere allora la pianta che può aiutarci?

La scelta non è mai frutto della parte razionale ma dell’unione tra questa e quella istintiva.

Generalmente veniamo in contatto con la pianta “guida” o perché rimaniamo affascinati dal suo aspetto, profumo, forma o perché nutriamo un’avversione verso di essa.

Anche questo è in linea con la nostra disponibilità a vedere ed integrare quelle parti di noi che ancora facciamo fatica ad accettare.

Questo potrebbe determinare l’avversione nei confronti di un’essenza particolare ad esempio ma ciò non significa che proprio quel tipo di pianta possa essere deleteria, anzi.

Le essenze che più avvertiamo come sgradevoli ci invitano a ricontattare quelle emozioni che non ci permettiamo di rivivere ed attraversare.

Quelle forme, che possiamo scorgere nelle piante, che definiamo come disarmoniche ci guidano a portare luce sulle nostre disarmonie.

E allora perché continuare a fuggire da noi stessi?

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