Intervista a Nicoletta Ferroni, Master Reiki, Certificate of Science in ThetaHealing, esperta in Rebirthing e ideatrice del metodo Breathbalance.

Parliamo di malattia e di guarigione andando a indagare piani diversi: da quello fisico, a quello energetico, scoprendo strumenti utili per scavare nell’inconscio e scrutare le dimensioni sottili dell’essere.

S: La malattia e quindi anche la guarigione prima di manifestarsi sul piano fisico in realtà avvengono su altri piani, che ci dici in merito? 

L’etimologia della parola “guarigione” viene dall’antico longobardo e significa “difendersi”.

Ma difendersi da chi e da che cosa?

Ecco, più che difenderci direi invece che potremmo accettare, accogliere la malattia, perché ha un messaggio inconscio che dobbiamo comprendere.

Dobbiamo domandarci cosa ci porta a vedere la malattia.

Noi abbiamo diversi strati, quello più profondo che viene chiamato anche inconscio e io lo paragono ad una cantina. Sappiamo che in cantina magari abbiamo un sacco di cose ma non andiamo mai a prendere a meno che non ci serve qualcosa.

Ecco, nell’inconscio abbiamo una marea di eventi, di memorie e tantissime informazioni a cui però non accediamo. Ma ci condizionano, a tal punto che si manifesta un disagio fisico, un campanello di allarme che ci costringe ad andare a vedere “in cantina” che cosa succede.

S: Parlando, mi hai fatto venire in mente un aspetto importante perché spesso ancora molti di noi non si assumo la responsabilità della salute e della malattia. Che ne pensi?

Assolutamente sì questo se vogliamo è lo scoglio più importante un po’ per tutti. nel senso che fa comodo vedere il problema come se fosse fuori piuttosto che dentro. 

A volte permettiamo di farci appesantire dalle situazioni esterne e anche dalle persone perché ci carichiamo dei problemi altrui. 

Questo è u aspetto importante anche nella malattia e nella guarigione: vedere quanto sto vivendo la mia vita in prima persona o quanto sto vivendo la vita degli altri.

S: Una tecnica che ho trovato efficace per andare ad indagare il nostro inconscio è il ThetaHealing, tu che sei un esperta raccontaci un pò di questa tecnica?

E’ una tecnica energetica ideata da Vianna Stibal, una signora americana  molto sensitiva che ha portato una risposta di luce tramite queste sue doti.

E’ una tecnica che ci permette, come dicevamo prima, di scendere in cantina.

L’operatore, attraverso una particolare meditazione, entra in uno stato chiamato “theta”, nel quale le onde cerebrali si abbassano fino ad arrivare appunto in questo stato meditativo.

In questo particolare stato di “connessione”, l’operatore ha accesso ad un campo di informazioni molto esteso che comprende l’inconscio della persona.

>> Ascolta l’intervista sul nostro podcast <<

Schermata 2022 01 20 alle 10.46.50Attraverso delle domande semplici si chiede il permesso di scendere nell’incontro della persona per scavare e scoprire quali schemi, convinzioni traumi passati, patti, etc vanno risolti.

Durante la sessione di ThetaHealing l’operatore effettua dei “download” che la persona riceve. Sono informazioni provenienti dal settimo piano di esistenza sotto forma di frequenze d’amore che a volte generano delle vere e proprie trasformazioni, immediate o nel tempo.

E’ uno strumento di scavo profondo che ci porta a consapevolizzare quegli aspetti di noi che vanno osservati, ma è anche uno strumento trasformativo e quindi diciamo risolutivo.

Ovviamente è tutto soggettivo e cambia da persona a persona, in base alla sua “apertura” e disponibilità a lavorare.

S: un’altra delle tecniche, ormai diventata un’abitudine quotidiana per me, è il Reiki  che  mi aiuta in generale a riequilibrare il corpo energetico. Ci vuoi raccontare la tua esperienza, parlandoci anche degli altri “copri”, oltre quello fisico, di cui siamo fatti?

Si, non abbiamo solo un corpo fisico, che comunque è sempre energia densa, ma vari corpi: il corpo eterico, il corpo emozionale, il mentale, il causale etc., che formano l’aura della persona.

L’operatore Reiki – attraverso le sue mani – va a scassinare l’aura per individuare eventuali congestioni energetiche nei diversi corpi sottili.

Seconda la tradizione, nel Reiki è previsto anche l’uso di alcuni simboli  che mettono in contatto ancora più profondo l’operatore con il corpo emozionale e il corpo mentale della persona.

Durante il trattamento la persona può avere diverse manifestazioni: in genere ci si rilassa e in molti casi ci si addormenta, ma può capitare che si inizia a parlare o a ridere o a piangere, laddove la persona ha bisogno di esternare e lasciare andare. 

In realtà questa non è solo una tecnica ma prevede una disciplina interiore che deriva dal maestro Mikau Usui come descritto appunto nei precetti del Reiki.

S: volevo condividere con i nostri amici anche un altro strumento che in realtà devo dire è quello più potente che ho mai utilizzato: la respirazione profonda. Il respiro è un potente mezzo di trasformazione e tu sei insegnante di Rebirthing e hai addirittura dieta una tecnica basata sulla respirazione consapevole. Ce ne parli?

Nel 1997 feci la mia prima sessione di Rebirthing e me ne innamorai subito perché senti che quella del respiro era proprio la mia strada.

Posso dirti che se uno riuscisse a mantenere il respiro circolare durante la giornata, sarebbe in uno stato di grazia e di amore incondizionato.

Il problema è che le persone non sono capaci a respirare perché non gli viene insegnato, a meno che non facciano un corso di yoga o di rebirthing.

Attraverso questo particolare respiro circolare tante situazioni ingombranti della nostra vita neanche si manifesterebbero. 

E’ una respirazione continua senza pause che ci porta gradualmente in uno stato di espansione e posiamo andare ad attingere informazioni sempre nella “cantina” di cui parlavamo.

La tecnica del Rebirthing serve per andare a sanare i traumi inconsci che derivano dalla vita intrauterina e dalla nascita.

In genere si fanno una decina di sedute, ma spesso ho notato che alcune persone hanno bisogno di un percorso un pochino più lungo.

Per questo, con il mio compagno Alfonso Guizzardi, abbiamo deciso di  creare un percorso un pò più strutturato che comprenderete anche la risoluzione dei traumi legati all’allattamento: il Breathbalance.

In questa nostra tecnica, Ci piace riferirci al respiro chiamandolo “respiro coerente”, questa è una cosa a cui teniamo molto. 

E’ anche un respiro cosciente e consapevole ma è coerente perché non per tutti è idoneo lo stesso tipo di respiro.

Ci sono persone che hanno avuto un imprinting dell’allattamento un po’ nefasto, ai quali bisogna insegnare un tipo di respirazione particolare specifica. E questo è quello che facciamo nel Breathbalance.

Se vuoi approfondire l’esperienza di Nicoletta Ferroni, puoi acquistare i suoi libri o entrare in contatto con lei. Visita il sito www.nicolettaferroni.it

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