Equinozio di primavera: rinascita e rinnovamento

In questo articolo parliamo dell’equinozio di primavera, approfondendo dei cambiamenti che questa stagione porta con sé, secondo i principi della cronobiologia e della Medicina Tradizionale Cinese.

Cambiare foglie, rami e ancor prima radici.
La primavera è la stagione che spazza via, ogni anno, tutto ciò che abbiamo accumulato in inverno, sotto forma di eccessi alimentari e abitudini, esperienze, costrutti mentali, convinzioni e scorie metaboliche. E lo fa in maniera irruenta quasi a volerci aprire gli occhi per mostrarci ciò che, nel torpore invernale, abbiamo covato al nostro interno e che ha generato una sorta di bozzolo protettivo.

In questa stagione si acuisce il Fegato e la forza espansiva e generatrice di quest’organo; il Legno è l’elemento che racchiude questo periodo dell’anno dove le nuove gemme si schiudono dai rami, l’aria si fa più tiepida e fresca nello stesso momento.
Lo Yin inizia a decrescere lasciando spazio allo Yang: così il buio si avvia ad esaurirsi lasciando posto alla luce.

L’equinozio di primavera, dove le ore di luce equivalgono a quelle di buio, rappresenta l’emblema di questo passaggio così importante: nel momento in cui accogliamo dentro di noi luce ed oscurità, principio maschile e femminile, abbiamo la possibilità di equilibrare eccessi e deficit.
A livello emotivo possiamo scegliere di abbandonare la paura della stagione invernale, per essere investiti dalla forza espansiva del Fegato, che non è unicamente associato alla rabbia, ma anche al procedere con fiducia verso nuove mete.
Con l’equinozio di primavera è come se la natura ci stesse chiedendo di abbandonare i conflitti, che generano infiammazioni sul corpo fisico, per lasciare spazio alla quiete e al fluire di energia e sangue, dove, proprio il Fegato, gioca una ruolo fondamentale.

La rinascita affiora a poco a poco e tutto ciò che necessita di essere sradicato al nostro interno e all’esterno (microcosmo e macrocosmo) è destinato a morire, ad esaurirsi.
Osservare i fenomeni della natura e tutti i processi di cambiamento che caratterizzano una stagione, ci connette, secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese e della cronobiologia, ad accogliere meglio e con armonia le trasformazioni necessarie al nostro rinnovamento.

Ogni stagione presenta delle caratteristiche particolari che si manifestano nelle perfette rappresentazioni che la natura ci offre e dalle quali possiamo davvero imparare molto.
Vivere in empatia con la natura, sappiamo essere per la Naturopatia, la prerogativa fondamentale: cercare di vivere in armonia con i ritmi circadiani e stagionali rientra tra i principi della cronobiologia.

Tra le corrispondenze osservate dalla Medicina Tradizionale Cinese tra gli elementi della natura (acqua, fuoco, metallo, legno e terra) e gli organi del corpo, la primavera è associata a Fegato e Vescica Biliare (cistifellea).
Forza espansiva e capacità organizzativa. La rabbia è il fulcro emotivo di questa coppia di organi che se non opportunamente veicolata ristagna a livello della Cistifellea.

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Il vento, notoriamente associato a questo periodo dell’anno, partecipa al processo di mobilitazione energetica, con la finalità di far fluire bile, Qi (energia) e tutto ciò che potrebbe generare una stasi.
Siccome l’elemento legno, e soprattutto il Fegato, sono correlati alla figura paterna, possiamo intuire quanto sia propria di questo momento la forza generatrice che muove ogni cosa, fa crescere un progetto ed accoglie i cambiamenti della vita in totale apertura.
Il vento scuote per riassestare.

Rimanere attaccati ad abitudini e a comportamenti del passato non favorisce la funzionalità dell’organismo che, soprattutto in questo periodo dell’anno, è predisposto ad una profonda trasformazione.
Che ci piaccia o no, durante l’equinozio di primavera, la natura ci invita a germogliare, lasciandoci alle spalle, ciò che credevamo di essere.
Ma perché abbiamo difficoltà ad abbandonare ciò che non ci serve più?
Un eccesso di paura legata al Movimento Acqua, proprio dell’inverno, potrebbe causare una stasi dell’energia ed un rallentamento nel processo di rigenerazione.

Spesso in questa stagione veniamo colti da momenti di profonda irrequietezza: siamo consapevoli del fatto che abbiamo necessità di alleggerirci eppure non permettiamo a ciò che di nuovo ci sta aspettando di manifestarsi.
Sul corpo fisico questo si traduce in astenia, stasi epatica e biliare, rallentamento delle funzioni digestive e rigidità tendineo-muscolari.

La Medicina Cinese ci invita a rendere flessibile l’elemento legno che alberga in ognuno noi, iniziando dagli alimenti, preferendo verdure fresche e di stagione (il verde è il colore associato alla primavera), ma anche germogli e cereali.
L’irrequietezza ci invita a mollare, a lasciare andare il controllo razionale gestito dalla Vescica biliare e nel contempo, il Fegato, ci spinge ad avanzare con intenti nuovi e rinvigoriti, propri dell’energia più propulsiva dell’anno.

Il padre rappresenta inoltre la figura che fornisce protezione al figlio ed in natura ritroviamo questo aspetto nella corteccia che riveste rami e tronchi delle piante.
Quando la protezione paterna è inefficace o non si plasma alle nostre aspettative potremmo avere maggiore difficoltà a credere in noi stessi, proprio perché intrappolati nell’eccesso di paura che ci fa credere profondamente di non riuscire se non sostenuti e protetti da una figura esterna.

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Durante l’equinozio di primavera possiamo osservare il linguaggio e gli insegnamenti della natura: vediamo come la gemma sboccia, si apre, esplode, senza preoccuparsi di cosa succederà dopo e senza sapere se sopravvivrà; abbandona definitivamente la sua corazza protettiva ed inizia a vivere.
Un’efficace depurazione del Fegato e della Vescica Biliare in questo periodo coadiuverà sicuramente la funzionalità organica ed energetica di questi organi.

Piante come il Nocciolo (Corylus Avellana), il Ginepro (Juniperus Communis), il Rosmarino (Rosmarinus Officinalis) e la Segale (Secale Cereale) possono favorire la depurazione del Fegato e delle vie biliari: se assunti sotto forma di Gemmoderivati, che ricordiamo essere un preparato ottenuto dalla macerazione dei tessuti in accrescimento delle piante, quindi anche e soprattutto le gemme, avremo un effetto di gran lunga più efficace e maggiormente accentuato proprio per le corrispondenze che troviamo in natura in questo periodo dell’anno.
Red chestnut (Aesculus Carnea) tra i fiori di Bach è quello che, cronobiologicamente è associabile all’inizio della primavera, utile per chi presenta una preoccupazione eccessiva per il benessere altrui, dimenticandosi spesso di se stesso.
L’ansia che possa accadere qualcosa di brutto alle persone care sfocia in iperprotettività, ed assume la caratteristica di controllo sull’altro.

La preoccupazione eccessiva, correlata alla milza e all’elemento Terra e tipica dei cambi stagionali e della tarda estate, non farà altro che spostarci e posticipare la rinascita e il rinnovamento che la natura ci sta invitando a compiere.
Manifestare all’esterno un atteggiamento iperprotettivo è indicativo del nostro bisogno di protezione inevaso.
Riconoscere e fortificare gli elementi della natura in noi ci permette di essere meno soggetti a spostamenti energetici, anche di natura emotiva: rinvigorire Fegato e Vescica Biliare, ci consente di utilizzare la rabbia, come strumento per creare e progredire, al contrario rimanere attaccati a quest’emozione, per non aver ricevuto la protezione che ci aspettavamo, genererà stasi anche di sangue, per cui potremmo avere problemi legati al micro-circolo, rallentamento del sistema linfatico e blocchi emotivi che metteranno a dura prova la nostra spinta verso la rinascita.

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Alessia Macci
Infermiera Professionale e Naturopata esperta in medicina tradizionale cinese, medicina tradizionale mediterranea, biotipologia, floriterapia di Bach, oligoterapia, aromaterapia, fitoterapia e gemmoterapia.