L’energia vitale degli alimenti: la classifica dei “vivi” e dei “morti”

E’ stato dimostrato che gli alimenti hanno una propria energia vitale che influisce sul nostro stato di salute. Parliamo di alimenti “vivi” e cibi “morti”.

Oltre alle caratteristiche organolettiche, infatti, ogni alimento ha una specifica qualità energetica, non tanto intesa come l’energia calorica che fornisce, ma piuttosto come la qualità del campo elettromagnetico (vibrazionale) e quindi delle informazioni e dell’energia vitale che apporta.

Le informazioni energetiche che contengono gli alimenti di fatto contribuiscono, o meno, alla salute del nostro organismo. Allora viene da domandarsi: “quali informazioni sto inserendo nel mio corpo? il cibo che mangio mi da energia o me la toglie?”.

D’altronde tutto è energia, quindi possiamo parlare in termini di frequenza e vibrazione anche nel caso degli alimenti. Possiamo facilmente immaginare, ad esempio, come una mela appena colta, rispetto ad un pezzo di carne abbrustolita, abbia una qualità energetica superiore.

A tal proposito approfondiamo lo studio che ha “misurato” la qualità del cibo: ecco la classificazione energetica degli alimenti.

La ricerca di Andrè Simoneton

Negli anni ’40 l’ing. francese Andrè Simoneton perfezionò la scala Bovis e la utilizzò per lo studio delle frequenze degli alimenti, investendo vent’anni della sua vita facendo ricerche sull’effetto che gli alimenti hanno sul corpo umano.

Poiché tutto ciò che vive, compreso il nostro organismo, emette energia, egli si chiese quali frequenze lo indeboliscono e quali lo fortificano.

Con alcuni strumenti (contatore Geiger, una camera ionizzante di Wilson, il Biometro di Bovis) fu in grado di stabilire che ogni essere umano emette delle frequenze attorno ai 6200/7000 Angstroms (A). Constatò anche che al di sotto dei 6500 A l’organismo non riesce a mantenere un buono stato di salute e compare la malattia.

Ogni persona emette una radiazione tra 6200 e 7000 A. Il cibo possiede una bioenergia tra 0 e 11000. Gli alimenti in base alla bioenergia si dividono in Alimenti Superiori (> 6500), alimenti di appoggio (6500-3000), alimenti inferiori (< 3000) e alimenti morti (energia 0).

Per mantenersi con vibrazioni ad una lunghezza d’onda superiore ai 6500 A. il nostro organismo deve continuamente adattarsi alle influenze esterne di pensieri, emozioni, alimentazione, medicinali, radiazioni cosmiche, solari, terrestri, ecc.

Un ruolo fondamentale per il mantenimento di una buona salute, viene rivestito proprio dall’alimentazione, dallo stile di vita e dall’ambiente in cui viviamo.

Prove di laboratorio, effettuate su animali, hanno dimostrato che  gli alimenti sintetici, pur fornendo un’alimentazione equilibrata dal punto di vista qualitativo e calorico, non sono sufficienti. Ovvero, oltre all’apporto di elementi come proteine, carboidrati, ecc., gli alimenti devono anche fornire le “vibrazioni energetiche” capaci di sostenere la vita.

Una volta arrivato a queste considerazioni, l’Ing. Simoneton studiò  un gran numero di alimenti che suddivise in quattro grandi categorie:

1 – ALIMENTI SUPERIORI (con vibrazioni superiori ai 6500 A):

  • tutta la frutta fresca ben matura e relativi succhi (fatti in casa e subito ingeriti)
  • quasi tutti gli ortaggi ed i legumi crudi o cotti con temperatura non superiore ai 70 gradi
  • il grano, i farinacei, la farina ed il pane integrale, i dolci fatti in casa
  • tutta la frutta oleaginosa ed i loro oli essenziali, le olive, le mandorle, i pinoli, le noci, i semi di girasole, le nocciole, la noce di cocco e la soia
  • il burro fresco di giornata, i formaggi non fermentati, la crema del latte e le uova di giornata.

2 – ALIMENTI DI APPOGGIO (con vibrazioni tra i 6500 e i 3000 A):

  • il latte fresco appena munto, il burro normale
  • le uova non di giornata
  • il miele, lo zucchero di canna
  • il vino
  • l’olio di arachidi
  • le verdure scottate in acqua bollente
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3 – ALIMENTI INFERIORI (con vibrazioni inferiori ai 3000 A):

  • la carne cotta, i salumi
  • le uova dopo il 15 giorno
  • il latte bollito
  • il the, il caffè
  • le marmellate, il cioccolato
  • il pane bianco
  • tutti i formaggi fermentati

Questi alimenti sono quasi tutti proteici e con una deficienza del fegato o dell’apparato digerente, potrebbero diventare intollerabili per l’organismo.

4 – ALIMENTI MORTI (senza alcuna vibrazione energetica):

  • le conserve alimentari
  • le margarine
  • tutte le pasticcerie ed i dolci fatti con farina raffinata e prodotti industriali
  • i liquori e superalcolici
  • lo zucchero raffinato (bianco).

Secondo Simoneton, mentre i cibi con carica bassa o nulla ruberebbero energia all’organismo per poter essere assimilati, gli alimenti che emettono vibrazioni elettromagnetiche superiori a una certa soglia apporterebbero un contenuto nutritivo superiore alla loro componente chimica e calorica.

Freschezza e cottura

Anche la freschezza degli alimenti è un fattore di primaria importanza. Alcuni procedimenti, che normalmente vengono usati in cucina, alterano o distruggono alcune qualità dei cibi (esempio: cottura in pentole a pressione o in acqua bollente). I cibi cucinati invece a vapore conservano parte delle loro proprietà.

Gli alimenti conservati mediante la “pastorizzazione” non contengono quasi più nulla delle loro qualità vibrazionali, mentre quando sono trattati con processi disidratanti, le conservano in gran parte.

L’energia vibratoria degli alimenti non resiste oltre i 70 gradi, qualsiasi cottura che supera questa temperatura di cottura rende il cibo povero di elementi vitali. L’unica eccezione è la patata, che una volta cotta al forno o nell’acqua presenta ancora circa 6500 A. Ciò accade anche con altri tuberi, salvo la barbabietola, la carota, il ramolaccio che, quando sono maturi, misurano dai 7000 agli 8000 A.

La stessa rilevazione si ottiene dai legumi freschi e maturi (fagioli, fave, piselli, lenticchie). Questi, però, una volta essiccati, già dopo qualche settimana presentano una debole radiazione che scompare nel giro di qualche mese.

Simoneton, ha rilevato che i prodotti vegetali venduti nelle città hanno già perduto da un terzo alla metà delle vibrazioni utili al corpo umano. Se a tutto questo si aggiunge la cottura per bollitura, in essi non rimane più nulla di salutare.

La frutta

Tutti i cibi che hanno un elevato potere vitaminico, hanno pure ottime vibrazioni e possono essere classificati come “eccellenti”. Questi alimenti sono sufficienti al mantenimento della vita se assunti con un’alimentazione vegetariana adeguata.

Fra gli alimenti superiori, i frutti maturi hanno tutti una lunghezza d’onda tra gli 8000 ed i 10.000 A. Le loro vibrazioni vengono liberate nello stomaco, dando una sensazione di benessere. Affinché le mucose ne traggano il maggior profitto è opportuno mangiare la frutta a digiuno, al mattino o nel tardo pomeriggio.

La frutta non matura, come spesso viene venduta, ha vibrazioni che non sono ottimali per l’organismo, così come per le verdure.

Verdura e insalata

Il miglior modo di mangiare le insalate è quello di prepararle con molte qualità di verdure (ad es. insalata, carciofi, asparagi, carote, olive, barbabietole, cipolle, ecc).

Gli spinaci, i carciofi, le zucchine ed i funghi possono essere consumati anche crudi tagliati a fettine. Questi alimenti, se conditi con olio extra vergine di oliva, forniscono ottime vibrazioni che vanno da 8000 a 11.000 A. Anche i funghi sono molto importanti in quanto emettono frequenze di 8500 A.

Il grano e le farine

La base del nutrimento dell’uomo è il grano, questi occupa una posizione importante nella scala delle vibrazioni: 8500 A. Alcuni osservano che il grano è difficoltoso da masticare, basta macinarlo a grana grossa ed ecco risolto il problema.
Un piatto contenente grano (chicco o grano spezzato, non farina) ha una vibrazione di 9000 o 10.000 A. Il grano germogliato rappresenta un alimento perfetto con vibrazione molto energetiche, tra gli 8000 ed i 10.000 A.

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La pasta fresca fatta in casa, ha una radiazione uguale a quella del grano, mentre in quella seccata venduta in commercio le radiazioni sono quasi nulle.

Gli oli

Gli oli hanno all’incirca le stesse vibrazioni del frutto da cui provengono. Ad esempio, l’olio di oliva misura 8500 A e, dopo 6 anni, arriva a 7500 A. E’ preferibile quindi utilizzare gli oli vegetali che perdono solo dopo molti anni le loro proprietà. Sembra che nell’antichità il piatto base fosse pane integrale o semintegrale intriso nell’olio di oliva, il resto era companatico.

Latte e uova

Gli studi del Simoneton hanno dimostrato che il latte vaccino non è un alimento adatto per la salute dell’uomo. Alla mungitura presenta 6500 A; dopo 6 ore 6000; dopo 14 ore 5000; dopo 18 ore 4000; dopo 48 ore 2000; dopo 56 ore 1000 A e dopo la pastorizzazione quasi 0 (zero) A.

Il burro perde di giorno in giorno la sua vibrazione, dopo 40 giorni non ne ha più del tutto. Tuttavia la conservazione in frigorifero rallenta questo processo. Le uova appena deposte danno 6500 A, sono perciò identiche alle vibrazioni di una persona sana; la polvere d’uovo, invece, è un alimento morto.

In linea generale, è sempre bene utilizzare prodotti integrali, non raffinati dall’industria.

La carne

Limitare la carne (soprattutto consumata cruda, salumi e insaccati) o eliminarla dalla dieta, significa tenere sotto controllo la propria salute.

Vorrei dire che, oltre al fatto che l’organismo umano ha difficoltà nel digerire la carne, è bene considerare che nei tessuti dell’animale vengono “intrappolate” oltre le sostanze che assume in vita (quello di cui si nutre e le medicine che gli vengono somministrate) anche le energie sottili (come ad esempio le emozioni).
Direi che la dieta vegetariana è una dieta funzionale alla vita, alla base della buona salute dell’organismo.

Fronde dei vegetali

Fra le scoperte più importanti, emerse dalle ricerche, si pone l’attenzione ai grandi benefici ottenibili dalle fronde dei vegetali. Mentre è risaputo che questi sono “cibi protettivi”, non si è mai considerato il loro apporto all’energia vitale dell’organismo. Tali vegetali, oltre a possedere  un altissimo livello di energia, sono gli unici alimenti in grado di bilanciare in modo soddisfacente i pasti a base di proteine, facendo in modo che il corpo possa assimilare le medesime senza dover attingere alle energie di riserva.

Le misurazioni fatte, hanno mostrato come le foglie dei vegetali abbiano un valore energetico maggiore di quello dello stelo e delle radici. Questo è dovuto al fatto che le fronde sono più interessate dai raggi del sole. Siccome la cottura riduce la vitalità dei vegetali, si consiglia di assumere – se possibile – almeno due vegetali crudi insieme ad uno cotto.

La barbabietola rossa, sedano, senape, lattuga, indivia, rapa, carota ed erba medica offrono le foglie con una maggiore frequenza energetica.

Evviva l’insalata e grazie per la patata!

Risorse utili

Dieta e Salute con gli Alimenti Vegetali Dieta e Salute con gli Alimenti Vegetali
Alimentazione sana con cereali, legumi, ortaggi e frutta
Alessandro Formenti, Cristina Mazzi

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