biorisonanza

Ultimo aggiornamento il 16 Dicembre 2021

Parlare di biorisonanza è un po’ come perdersi nel più inconfessabile dei sogni nel cassetto: troppo bello per essere vero!

Ma se i sogni hanno spesso una natura ineffabile, quando si affronta il tema della biorisonanza è possibile scorgere un concreto potenziale terapeutico in rapida crescita e dalle infinite possibilità, ormai verificate da decenni di ricerca e sviluppo tecnologico.

Cos’è la Biorisonanza

Detto in parole estremamente semplici, come dice il nome stesso, è una tecnologia che lavora entrando in risonanza con il ritmo della vita. Questo avviene su diversi livelli, da quello prettamente fisico, passando per quello energetico e addirittura psicologico e spirituale.

La cosa non dovrebbe stupire visto che ormai nell’ultimo secolo si è data per assodata l’equivalenza tra materia ed energia (la famosa equazione Einsteniana E=MC2) e che parlando in termini quantici, tutto è informazione.

Il vero problema storico è stata la possibilità di analizzare e maneggiare queste energie sottili, soprattutto da un punto di vista tecnologico e scientifico. Da una prospettiva olistica questi concetti sono assodati da migliaia di anni ma affinché queste intuizioni possano essere condivise e replicate dai più, è necessario quel salto di qualità tecnologico che si è fatto attendere a lungo.

Ora i tempi sono maturi e la ricerca in questi ambiti ha fatto dei passi da gigante negli ultimi anni.

Come funziona la biorisonanza

Il presupposto, ormai ampiamente dimostrato, è che ogni organismo, ogni organo, ogni tessuto in realtà ogni cellula ha una sua frequenza di funzionamento che varia di organo in organo, di meridiano in meridiano, di pensiero in pensiero.

I sensitivi, pranoterapeuti e diverse altre figure hanno sviluppato una capacità di percepire queste informazioni semplicemente ascoltando ciò che un organismo incessantemente irradia, l’unico problema è dovuto al fatto che questo sentire interno non è condivisibile per esperienza diretta, quindi il paziente deve fidarsi del professionista, delegando alle sue capacità eventuali possibilità di guarigione.

Ciò ha portato però alla mistificazione di un’arte tanto antica quanto sacra, che è stata macchiata dalla presenza di diverse figure sinistre, che si sono approfittate della fiducia delle persone, lasciando una traccia di confusione e disillusione dietro queste pratiche così delicate e sottili.

Al giorno d’oggi però è possibile operare con rinnovato spirito grazie a diverse innovazioni tecnologiche che permettono di ottenere risultati replicabili da operatori, offrendo risultati precisi.

Il concetto di base della Biorisonanza è il seguente: lo strumento invia nel corpo diversi segnali, ad esempio un’intera banda di frequenze che può andare da 1hz a 100Khz.
Ogni tessuto od organo non sano ha bisogno di informazioni per ripristinare il suo corretto funzionamento, mentre l’organo sano, no.
Lo strumento di Biorisonanza quindi legge le frequenze in uscita dal corpo della persona esaminata: tutte le frequenze che ritornano intatte indicano organi/tessuti o cellule sane, mentre quelle assorbite stanno ad indicare un malfunzionamento nell’organismo che ha quindi bisogno di assimilare un’informazione (frequenza) specifica per ripristinare il suo corretto funzionamento.

Concettualmente fantastico, no? 

Gli antenati della biorisonanza

In realtà questo concetto non è particolarmente recente. Già da tempi antichi era conosciuto il potere terapeutico delle frequenze. Basti infatti pensare al suono come terapia che veniva utilizzato in diverse parti del mondo attraverso filosofie e culture differenti.

Possiamo ad esempio citare le famose campane tibetane che, entrando in risonanza con un particolare centro o chakra, permettono di riequilibrare l’energia di un organo o di un intero plesso, ma lo stesso avviene con il canto, tamburi shamanici o altri strumenti ancora.

La Cristalloterapia ha un principio di funzionamento simile, in cui le frequenze sonore vengono sostituite da più sottili informazioni elettromagnetiche.
Lo stesso potrebbe dirsi parlando dei Dosha dell’Ayurveda: attraverso sapori specifici è possibile riequilibrare le informazioni presenti in un organismo per permettergli di ritrovare il benessere perduto.

Ricordiamo anche che l’alimentazione in generale rimane il primo e miglior metodo terapeutico conosciuto dall’uomo per mantenere la propria salute.

In tempi più recenti è stata introdotta anche la Cromoterapia, cioè la terapia attraverso i colori. È noto infatti come colori specifici inducano delle risposte precise all’interno dell’organismo umano e in base alla necessità, è possibile calmare una persona oppure attivarla, facilitare il sonno oppure no.

Ciò che manca a questi strumenti è una precisa analisi dello stato vibrazionale della persona, quindi fondamentalmente ci si deve affidare a sensazioni soggettive spesso non replicabili, che come abbiamo visto hanno dato luogo a diverse controversie storiche.

Approcci della Biorisonanza 

Al giorno d’oggi esistono oramai moltissimi strumenti atti allo scopo che hanno cominciato a svilupparsi approssimativamente dagli anni ’70 dello scorso secolo. In origine erano per lo più diagnostici, ma con il passare del tempo hanno integrato diverse funzioni terapeutiche permettendo loro di conquistare una fetta di mercato sempre più ampia, anche grazie agli studi che ne hanno dimostrato l’efficacia nel tempo.

Alcuni strumenti agiscono meglio a livello osseo o della articolazioni, altri in termini energetici mentre più recenti sono le applicazioni a livello organico e dei tessuti molli.
Il principio di funzionamento è molto simile tra i vari strumenti, in generale vengono emessi campi pulsati sotto forma di onde elettromagnetiche, campi magnetici o elettrici, oppure onde sonore che in base alle risposte dell’organismo stimolano processi di guarigione naturali.

Si può operare su frequenze di scarica muscolare o stimolazione di ghiandole specifiche che a loro volta immetteranno in circolo ormoni o cellule del sistema immunitario che verranno poi indirizzati verso bersagli specifici.
Altri strumenti invece emettono frequenze specifiche per debellare determinati agenti patogeni, dato che anche questi ultimi hanno una loro frequenza specifica vitale. È chiaro che il campo di applicazione di queste tecnologie è veramente vasto e vario.

Alcuni strumenti possono essere annoverati a pieno diritto tra le tecnologie di Biorisonanza, mentre altri si trovano su un confine non ben definito che sfrutta questo potenziale di generare informazioni sulla base di risposte biologiche del corpo umano.
Ciò è evidente nel caso della Magnetoterapia, applicazione che ha riscosso un discreto successo nel trattare determinati problemi (sopratutto a livello osseo e in stati infiammatori) o nella diffusione di patch (cerotti) che non rilasciano sostanze nell’organismo, ma che attraverso campi informazionali stimolano specifiche risposte biologiche.

Strumenti e applicazioni 

Come scritto negli scorsi paragrafi, al giorno d’oggi è possibile trovare sul mercato svariati strumenti dalle infinite possibilità, per cui vediamo le principali categorie in cui questa tecnologia viene adoperata.

MINERALOGRAMMA

Permette di osservare in tempo reale la quantità di minerali, oligoelementi e metalli pesanti presenti nei tessuti dell’organismo.
Il principio di funzionamento è che ogni composto chimico assorbe, emette o riflette determinate gamme di lunghezze d’onda.
Risultati simili si possono ottenere con esami delle urine o del capello, ma in questi casi i valori sono relativi ai materiali che l’organismo sta espellendo (urine) o la storia passata del paziente (capello).

TEST BIOSTRUTTURALI

Forse una delle tecnologie più conosciute, viene utilizzata in fase diagnostica attraverso la risposta elettrocutanea dell’organismo nei confronti di specifiche informazioni trasmesse dallo strumento.
Con questi test è possibile indagare allergie alimentari, presenza di tossine nell’organismo, identificare infezioni di varia natura, carenze di minerali, vitamine e altre sostanze vitali dell’organismo.
Inoltre sulla base dei risultati analizzati, questi strumenti sono in grado di offrire una serie di indicazioni utili in fase terapeutica, tarate sull’organismo specifico.
Complementari a questi, esistono anche apparecchi in grado di misurare la capacità regolatoria degli organi interni per evidenziare eventuali disfunzioni fisiologiche o energetiche.

TERAPIE DI BIOFEEDBACK

Esistono numerosi strumenti di biofeedback, alcuni più semplici e maneggevoli per un uso casalingo, mentre altri più complessi in grado di trasmettere informazioni direttamente al sistema nervoso centrale e periferico del paziente.
Questi strumenti possono offrire dei semplici feedback relativi a stati di tensione muscolare, mentre le macchine professionali, analizzano lo stato di salute degli organi, dei meridiani di agopuntura, riconoscono disturbi in fase precoce ed in generale offrono una vastissima quantità di informazioni non reperibili attraverso strumentazione medica più classica.
Le macchine più avanzate hanno incorporate anche programmi terapeutici che vengono attivati direttamente sulla base dei risultati ottenuti in fase diagnostica.

TERAPIE PER STIMOLAZIONE DELLA MATRICE EXTRACELLULARE

Attraverso l’applicazione di determinate correnti a bassa intensità è possibile invertire la polarizzazione dei tessuti per offrire un riequilibrio elettrochimico.
Sappiamo che le cellule del corpo umano sono regolate da piccoli impulsi elettrici che determinano il corretto funzionamento delle pompe che si trovano sulla membrana cellulare così da garantire il riequilibrio del ph di tessuti e organi.
Questo permette di stimolare il metabolismo, disintossicare organi e tessuti, drenare le tossine e molto altro.

La lista sarebbe ancora lunga, ma l’aspetto che qui mi preme più sottolineare è la gamma di applicazioni che questi strumenti sono in grado di offrire a partire da un unico principio, cioè quello di offrire delle risposte terapeutiche personalizzate che si basano su una risposta dello stato in essere dell’organismo del paziente.

Per alcune persone le risposte migliori si avranno a livello fisico, in altri casi a livello energetico o per vie ancora più sottili, offrendo input non percepibili a livello cosciente ma in grado di modificare lo stato informazionale dell’organismo.

Conclusioni

Così presentata, questa tecnologia sembrerebbe essere una panacea per qualsiasi male che affligge l’uomo moderno. Personalmente reputo questo approccio estremamente promettente e carico di risvolti positivi per il presente ed il prossimo futuro della medicina in senso lato.

Naturalmente esistono diversi limiti che è doveroso tenere in considerazione.
Il principale è legato alla natura stessa di questi strumenti diagnostico/terapeutici, cioè il fatto di lavorare con “informazioni”.

Dato che l’essere umano è un costruttore di realtà, laddove troviamo dei profondi squilibri a livello energetico/spirituale, ci troveremo di fronte a due sistemi in forte conflitto: da una parte lo strumento che cerca di riequilibrare parametri biologici, mentre dall’altra il bagaglio di esperienze o traumi che la persona riattiva incessantemente e che tendono a portare il sistema a perdere l’equilibrio.

Ciò vuol dire che in molti casi le persone avranno dei benefici immediati dall’utilizzo di determinate tecnologie, mentre in altri sarà necessario procedere parallelamente con un percorso di crescita personale.
Solo dopo che avremmo risolto alcuni aspetti del nostro sé più profondo, sarà poi possibile riequilibrare gli stati più grossolani di questa entità multidimensionale che è l’essere umano.

In mancanza di questo lavoro in profondità sarà possibile ottenere solo dei benefici temporanei, poiché con il trascorrere del tempo la struttura della personalità tenderà a rimettere in atto determinati schemi di pensiero e comportamento che inevitabilmente riattiveranno sintomi e disturbi vari.

Consapevoli di queste potenzialità e di questi limiti posso solo augurare buon lavoro e buona trasformazione!

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