Abitudini e convinzioni: chi decide la tua vita?

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Tutti noi facciamo molte cose senza nemmeno pensarci, abbiamo sempre fatto così e diamo per certo che quella sia la cosa giusta da fare in quel momento e in quella situazione.

Ma se ti chiedessi per quale motivo si fa proprio quella cosa in quel modo, sapresti rispondermi?

Le nostre abitudini possono portarci a rafforzare convinzioni che ci chiudono in una visione limitante e controproducente.

Allo stesso modo le convinzioni limitanti possono portarci a creare cattive abitudini.

A me è capitato moltissime volte di chiedere direttive e di sentirmi dire fai così o cosà, ma quando ho chiesto il motivo la risposta è stata: perché si fa così, perché me lo hanno insegnato in questo modo, perché è normale, perché lo fanno tutti o altre risposte di questo tipo…

E se esistesse un modo diverso?

Se ce ne fosse uno modo migliore?

Ti ho dato questo spunto per farti riflettere su come molto spesso ci chiudiamo in prospettive a senso unico che non ci preoccupiamo di verificare e che ci tolgono la possibilità di vedere altro.

Ci convinciamo al punto da non ammettere nessun’altra possibilità e questo può diventare un ostacolo alla nostra felicità.

Possibile?

Se si tratta di che ordine dare ai vestiti in un armadio, di cosa fare nel week end o di come è meglio cucinare una ricetta, capisci che i risvolti di una convinzione potrebbero essere poco significativi.

Ma se avessi la ferma convinzione di non poter vivere senza un partner? Se fossi certo, o certa che senza avere un figlio la tua vita non potrebbe essere felice o che non avere successo nel lavoro ti renderebbe una nullità?

Anche i risvolti di queste convinzioni ti sembrano così marginali?

La convinzione fa l’abitudine: dov’è il problema?

Le convinzioni non sono altro che “idee” che ci mettiamo in testa per vari motivi e che entrano a far parte delle “regole” sulla base delle quali costruiamo la nostra vita.

Ma perché un’idea diventi una convinzione dobbiamo crederla vera senza ombra di dubbio.

Allora cominciamo a utilizzarle ripetutamente nelle varie situazioni e in questo modo le trasformiamo in abitudini di pensiero che daranno origine a certe emozioni e a un certo comportamento che ripetuti nel tempo diventeranno abitudini a loro volta.

Sai cosa facciamo quando abbiamo a che fare con un’abitudine?

Ci lasciamo guidare e l’abitudine ci porta dove vuole, o meglio dove noi gli abbiamo insegnato ripetendole che è corretto pensare e fare una certa cosa in una certa situazione.

E questo è qualcosa che spesso facciamo senza rendercene conto.

Se non ci stiamo attenti le abitudini potrebbero portarci nel posto sbagliato, fino ad allontanarci dalla felicità.

Ma non è l’abitudine il problema, quanto il fatto di non conoscere la regola (idea o convinzione) a cui ci siamo abituati e quindi di non poterla gestire consapevolmente.

Ma chi è che valuta quando è il momento di far entrare in scena una certa abitudine?

Ti presento l’inconscio

È il nostro inconscio a gestire le abitudini, ma parlare di inconscio fa sempre un po’ paura.

Siamo portati ad associare ciò che è inconscio a qualcosa di sconosciuto e incomprensibile che ci porta dove vuole togliendoci il potere di controllo.

Ma le cose non stanno proprio così.

Puoi paragonare il nostro inconscio al pilota automatico di un aereo, ma a me piace anche paragonarlo al navigatore della nostra auto.

Inserisci la mappa e lui riconosce la strada e ti guida senza farti spendere energie per pensare alla strada da percorrere.

Allo stesso modo, siamo noi a mettere nel nostro inconscio le varie convinzioni che apprendiamo nel tempo.

Come detto poco fa, le trasformiamo in abitudini di pensiero attraverso la ripetizione e quindi lasciamo che sia il nostro pilota automatico a guidarci sulla strada che gli abbiamo insegnato e che lui riconosce.

In pratica l’inconscio contiene tutto quello che impariamo e che senza di lui non potremmo trattenere.

Pensa per esempio a un bambino che muove i primi passi.

Tutta la sua attenzione è concentrata su quello e man mano che capisce la mente registra nell’inconscio i movimenti corretti.

Li impara creando una regola che gli dice cosa fare e quando e con la ripetizione si abitua a farlo senza doverci più doverci pensare.

Nel tempo nessuno di noi deve più preoccuparsi di come fare a camminare, ti pare?

Ci preoccuperemo di altro, spendendo in modo migliore le nostre energie. E questo vale per miliardi di abitudini che abbiamo appreso nel tempo.

E’ proprio questo il bello e la vera funzione delle abitudini, sono una risorsa incredibilmente preziosa se usata nel modo giusto.

Ci risparmiano di investire energia in pensieri, decisioni e azioni apprese, e intanto ci permettono di canalizzare i nostri sforzi dove servono davvero. Crescere e trovare soluzioni ai problemi, superare i nostri limiti e impiegare al meglio le nostre qualità.

Ma se metti la mappa sbagliata nel tuo navigatore, dove pensi ti porterà? 😉

Guarda bene, c’è molto più di quello che vedi

Ti ho spiegato che siamo noi a mettere nel nostro inconscio le convinzioni che trasformiamo in abitudini, ma, come ti dicevo, non sempre ci preoccupiamo di verificarne la correttezza.

Altre volte siamo certi che corrette lo siano e la prendiamo per buone senza più preoccuparci di valutarle.

Pensa a tutte quelle convinzioni che ci trasmette la società per esempio, le crediamo vere solo perché tutti le pensano tali. E se non fosse così?

Pensa poi a convinzioni che facciamo nostre da piccoli, magari interpretando le parole di un genitore quando abbiamo fatto male qualcosa. Pensiamo di non essere capaci a farla e quella diventa la nostra realtà.

Ma se quella convinzione era vera in quel momento molto probabilmente non lo sarà più ora. Eppure noi continuiamo ad esserne convinti senza ombra di dubbio e senza preoccuparci del perché.

Ti sto parlando delle convinzioni limitanti, false certezze che ci chiudono in una visione della realtà incompleta e confinata, che ci costringono in una strada sbagliata, controproducente o meno efficace di altre.

Ci tolgono la possibilità di vedere altre vie possibili, che esistono ma non vediamo.

E più ce ne serviamo nel corso del tempo, più le ripetiamo, più le trasformiamo in abitudini.

Quando ci accorgiamo di una convinzione limitante possiamo cambiarla, ma per farlo dobbiamo poterla mettere in discussione, comprenderla e verificarla.

Ma se questa convinzione è diventata un’abitudine, farlo sarà davvero impegnativo e adesso ti spiego perché 🙂

Il potere delle abitudini sulle nostre convinzioni

Le abitudini trasformano i nostri apprendimenti in modelli da applicare in modo semplice e immediato e per questo tengono del nostro apprendimento solo gli elementi fondamentali di ciò che impariamo e che magari nel tempo distorciamo per semplificare e adattare meglio la convinzione alle diverse situazioni.

Come ti dicevo, man mano che ci abituiamo verifichiamo sempre meno la convinzione e ne facciamo la nostra verità.

E se quella convinzione è limitante, puoi capire quanto l’abitudine alla stessa possa diventare un problema.

Ma vedere le convinzioni limitanti che abbiamo “installato” nel nostro navigatore per fortuna si può 😉

Se le vediamo possiamo verificarle ed eventualmente metterle in discussione.

Possiamo decidere di cambiarle o sostituirle con convinzioni diverse o migliori ripercorrendo lo stesso procedimento che abbiamo usato per metterci quella che vogliamo sostituire: la ripetizione, questa volta consapevole.

Personalmente però credo che convincersi di qualcosa non sia sempre una buona idea, proprio per il fatto che una convinzione allenata e trasformata in abitudine tende a semplificarsi e distorcersi, potrebbero venire meno i presupposti, potremmo scoprire che non era la strada giusta e che ce ne sarebbero potute essere di migliori.

Del resto una convinzione diventa tale proprio per non ammettere ombra dubbio e se allenata dall’abitudine finiremo per non vedere altro.

Emozioni automatiche? Tutta colpa delle abitudini

Una ragazza che aiuto nel suo percorso di crescita personale, raccontandomi di una situazione in cui si era sentita in colpa, aveva notato che l’emozione nasceva da una sua convinzione precisa.

Parlandone, l’ho fatta riflettere su come la realtà dimostrasse che in quell’occasione la sua convinzione non poteva essere valida.

Quando lo ha visto, la convinzione si è smontata da sé e il senso di colpa che provava è svanito all’istante.

Ma essersi abituata a quella convinzione la portava a provare la stessa emozione in ogni altra occasione analoga.

Anche l’emozione era diventata un’abitudine che ormai provava automaticamente al verificarsi di certe condizioni, anche senza nessun fondamento reale.

E quando ci abituiamo a provare emozioni negative capisci come la vita possa peggiorare senza motivo concreto e come la convinzione da cui è nata l’emozione, possa essere davvero limitante.

Quando una convinzione diventa così forte grazie all’abitudine, perdere la bussola è davvero facile!

Sarà solo tornando consapevoli del momento presente con la realtà vera che contiene che potremo vederla.

Sarà allora che riprenderemo il controllo di noi stessi sugli eventi, anziché lasciare che gli eventi controllino noi nella falsa certezza del contrario.

Se proprio vuoi allenare una sana abitudine, abituati ad osservare le cose e te stesso, o te stessa! Guarda con i tuoi occhi e ragiona con la tua testa 😉

E le convinzioni?

Personalmente ritengo che l’unica convinzione davvero sensata dice che devi essere tu a capire la realtà di quello che accade.

Verificarla e valutarla ogni volta.

Responsabilmente e consapevolmente

Ma in questo c’è un problema…

Non può essere che così…ma se fosse possibile che…?

Una convinzione limitante ci rende certi senza ombra di dubbio di quello che crediamo e quella diventa l’unica realtà possibile a nostri occhi.

Non la vediamo per come è davvero nel suo complesso, ma ne vediamo solo una parte.

Nemmeno pensiamo sia una convinzione, ma la vera verità, e capirlo potrebbe non essere semplice.

Se ci osserviamo però, se osserviamo quello che ci accade, prima o poi ci accorgiamo di scontrarci costantemente con lo stesso problema in diverse situazioni.

Esattamente come la ragazza condizionata dall’abitudine alla convinzione limitante e al conseguente automatismo emotivo del senso di colpa.

Quello sarà il segnale che molto probabilmente ci siamo chiusi in una visuale col paraocchi, vittime di una convinzione limitante.

C’è una domanda fantastica che possiamo porci a questo punto: se fosse possibile…?

Se fosse possibile che le cose siano diverse da come penso?

Se si potesse trovare un’altra soluzione? E se ci fosse un modo migliore?

Se…?

Quando siamo fermamente convinti di qualcosa, mollare la presa diventa un’impresa enorme perché significa abbandonare una certezza in favore di ciò che è ignoto.

Ma porsi questa meravigliosa domanda, “se fosse possibile?”, apre la porta a una strada alternativa.

Mette in dubbio che la nostra sia l’unica possibile, ma non ci costringe ad abbandonare ciò che è certo.

Ci lascia invece lo spazio per metterlo da parte per un momento e semplicemente mollare la presa permettendoci di provare altro e provando ad assaporarlo.

E questo è un grande vantaggio 😉

In quel modo possiamo assaggiare per piccoli passi la nuova strada e verificarla man mano, fino a quando la riterremo migliore della precedente.

Guardando coi nostri occhi, valutando con la nostra testa, prendendo noi il controllo di noi stessi con la consapevolezza e non con il pilota automatico, saremo sempre in grado decidere della nostra vita, compiendo le scelte migliori ed evitando di chiuderci in automatismi vuoti e distruttivi.

Abitudini e convinzioni: 3 consigli per esserne alla guida

Ora voglio darti qualche consiglio e cominciamo da qui: se ci sono cose a cui non vuoi abituarti evita di ripeterle.

La ripetizione crea l’abitudine e se parliamo di abituarsi a qualcosa che soddisfa un bisogno, l’abitudine crea una dipendenza.

Più ripeti, più ti convinci di non poterne fare a meno. Più ti convinci di non poterne fare a meno e più ripeti.

Ed ecco che finisci nella trappola.

E questo vale sempre!

Può trattarsi di schemi, cose, persone, sostanze. Anche di emozioni.

Se lo farai per un tempo abbastanza lungo diventerà automatico e ti convincerai che fa parte di te e del tuo carattere, che sei nato, o nata così e che non ci puoi fare niente, quando in realtà tutto questo l’hai messo tu nella tua testa 😉

Inoltre tieni presente che è anche facile abituarsi alle abitudini.

Sembra un gioco di parole, ma si tratta di un aspetto molto importante.

Lasciarsi guidare dalle abitudini ci fa risparmiare energie, è comodo ed è facile preferire la routine, invece di mettersi in gioco.

Ma come ti dicevo, le abitudini non hanno davvero questo scopo, o meglio il loro scopo lo è, ma risparmiare energie in ciò che conosciamo serve a farcele impiegare nel miglioramento e nella crescita. E per questo è necessario essere flessibili.

Per loro natura le abitudini ci portano nella direzione contraria al cambiamento immobilizzandoci nella routine.

In questo modo ci impediscono di metterci in discussione e di cambiare con entusiasmo, arricchire o dare nuova forza alle nostre idee.

Quindi il secondo consiglio che voglio darti è questo: cambia spesso.

Fallo di proposito, evita di ripetere le tue abitudini a cominciare dalle piccole cose di tutti i giorni.

L’orario per il caffé o il caffè stesso, il posto in cui ti siedi a tavola, il mezzo che usi per andare in ufficio o la solita procedura per svolgere una certa attività.

Cambia spesso e cambiare quando sarà necessario sarà molto più semplice 🙂

Ma ho ancora un consiglio da darti che fa rima con flessibilità: cerca le eccezioni.

Quando siamo convinti di qualcosa tendiamo a cercare ogni conferma che ci irrigidisce e ci chiude ulteriormente nella nostra visione parziale e talvolta distorta.

Allenati a cercare le eccezioni, solo in questo modo eviterai di cadere nella trappola delle convinzioni limitanti.

Consapevolezza: la regola aurea del comando

C’è una regola aurea che devi stamparti bella in grande nella testa per essere tu a gestire le tue abitudini e convinzioni. Ormai lo avrai capito, si tratta di essere costantemente consapevole.

Imparare a essere consapevoli di quello che facciamo, ci permette di cambiare le nostre regole e convinzioni nel modo che ci è più utile perché il nostro pilota automatico possa guidarci quando ha senso che lo faccia.

Se sarai sempre consapevole e presente a te stesso, o te stessa potrai anche decidere di convincerti di qualcosa che può esserti di aiuto.

Ma fai attenzione a cosa ho sottolineato, devi decidere tu, non qualunque altra possibile influenza esterna.

Il momento migliore per convincerti di qualcosa è quello in cui vuoi prendere una decisione che sia ferma e irrevocabile evitando il rischio di cambiare strada pensando alla fatica che potresti fare, alla paura che potresti non farcela oppure davanti ad altri “ma“, “se“, “però“…

Ricorda sempre che le convinzioni utili sono davvero poche, per questo scegli con la testa quando convincerti può essere veramente utile e costruttivo.

Scegliere, altra parola fondamentale.

Anche di fronte alla convinzione migliore devi sempre poter scegliere: sai che puoi percorrere più strade, ma scegli quella più giusta per te e la usi quando ha senso farlo, evitando di trasformarla in abitudine.

Evita di irrigidirti, molla la presa, datti sempre la possibilità di vedere tutta la realtà.

Puoi vivere la vita che vuoi vivere se puoi scegliere la direzione in cui guardare 😉

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